Le 5 domande ricorrenti di chi inizia ad allattare

Le 5 domande ricorrenti di chi inizia ad allattare
Le 5 domande ricorrenti di chi inizia ad allattare

Sento male quando si attacca al seno. Cosa posso fare?

Le prime volte che il piccolo si attacca al seno è comune che la mamma possa sentire qualche fastidio, con un po’ di pazienza, fiducia ed il supporto della tua ostetrica di fiducia questa sensazione scomparirà rapidamente. Se continui a sentir male, dovrai controllare che il bambino sia ben attaccato.

Prova a staccarlo dal seno inserendo delicatamente il dito nell’angolo della bocca, così da interrompere la suzione. Poi, aiutalo a riattaccarsi in modo che estrofletta bene le labbra e porti all’interno del proprio cavo orale non soltanto il capezzolo ma buona parte dell’areola.

Un errore molto comune è quello di tirare con le dita il seno verso il torace stesso per liberare le narici del piccolo. Questa manovra oltre ad essere inutile è anche scorretta perché causa un disagio alla suzione del piccolo e ragadi materne. Se noti piccole cicatrici o abrasioni del capezzolo consulta un’ostetrica per valutare una terapia cicatrizzante, lenitiva ed emolliente e valutare il corretto andamento dell’allattamento.

Nei primi giorni, prima che arrivi il latte maturo, il neonato si nutre adeguatamente?

Il latte dei primi giorni si chiama colostro ed è prezioso: anche se è in piccole quantità possiede un alto valore nutritivo perchè contiene tutto quello di cui il neonato ha bisogno. La montata lattea arriverà dopo 3-4 giorni, se l’allattamento è esclusivo, libero e a richiesta.

L’insorgenza del latte maturo potrebbe farsi attendere a causa dell’uso di tettarelle, ciuccio, biberon o paracapezzoli, che per questo motivo sono sconsigliati (da usare solo su prescrizione medica).

Se lo tengo troppo in braccio, si vizierà?

Le braccia, il seno e il calore della madre sono il luogo perfetto in cui ogni neonato trova risposta tutti i propri bisogni: nutrizionali, psichici ed affettivi. Grazie alla sua vicinanza imparerai a conoscerlo bene e a capire quando ha fame, sonno, vuole giocare o ha qualche fastidio. Questo è importante, specialmente di notte. Se il bambino è vicino, ti sarà più facile allattarlo, anche sul fianco da distesa, e potrai tornare prima a riposare.

Non dovrei dargli un po’ di acqua?

Il latte materno provvede alla corretta idratazione del piccolo, si sconsiglia pertanto qualsiasi altra bevanda nei primi 6 mesi, poiché potrebbe non essere utile e allontanarlo dal seno. Una buona strategia è  attaccarlo al seno tutte le volte che sembra aver fame osservando i segnali precoci che ti invia:

Segnali precoci che ti invia il bambino quando ha fame:

-pugni stretti,

-agitazione,

– pugno o manina alla bocca,

– simulazione di suzione,

– rotazione del capo ai lati come alla ricerca del capezzolo.

Quante poppate dovrebbe fare il bambino?

I bambini non sono tutti uguali, e poppano in modo molto diverso l’uno dall’altro. Nel primo giorno alcuni potrebbero sembrano disinteressati per aumentare il numero di poppate nel secondo giorno, quasi senza sosta. Nelle settimane successive alla prima le poppate possono diventare molto frequenti, fino a 8-12 poppate al giorno. E’ un meccanismo naturale che serve a produrre latte a sufficienza per le sue necessità. Ogni volta che si attacca al seno, infatti, vengono inviati dei segnali ad una ghiandola del cervello, chiamata ipofisi, che a sua volta, manda al seno i segnali ormonali per produrre più latte.

Il latte viene allattando: è un errore saltare una poppata. Meno si allatta e meno saranno gli stimoli per la produzione di latte! Le prime volte il piccolo deve imparare a succhiare e le prime poppate  potrebbero essere anche piuttosto lunghe o frequenti. Questi atteggiamenti non sono frutto di poco latte o scarsa nutrizione. Se, però, non ti senti sicura, chiedi consiglio all’ostetrica. Ma abbi fiducia che col passare dei giorni l’allattamento diventerà sempre più facile e piacevole!

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Ostetrica ospedaliera, ha dedicato buona parte della propria attività professionale alla nascita e crescita dei corsi di accompagnamento alla nascita e al supporto empatico delle mamme nel post-partum. Convinta sostenitrice dell'allattamento al seno e della riscoperta di un parto più dolce ed intimo ha trovato nella propria esperienza personale, con i propri tre figli, una rinnovata spinta motivazionale. L'unione tra lo studio e la profonda esperienza di maternità ha dato il via ad un interesse sempre più crescente verso aspetti della professione in ambito infantile come il massaggio neonatale, l'autosvezzamento, la sensibilizzazione delle coppie sulla necessità di una genitorialità più consapevole e serena.

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