Quando viene a mancare il latte materno

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Quando viene a mancare il latte materno
Quando viene a mancare il latte materno

Quando manca il latte materno…Una delle paure più frequenti nelle neo-mamme è l’assenza di latte o che non sia   nutriente. Ma è veramente così? Ovviamente no, la natura ha previsto un sistema nutrizionale perfetto che soltanto in rari casi deve essere medicalmente supportato. Sono infatti rarissimi i casi in cui davvero il latte è insufficiente, circa il 5%.

L’ipogalattia è la scarsa produzione di latte. Questa si divide in ipogalattia primaria, dovuta a cause derivanti da patologie materne, e in ipogalattia secondaria, cioè una diminuzione del latte dovuto a fattori esterni.

La valutazione  nutrizionale del bambino va sempre effettuata dal pediatra e non tra le mura domestiche con sistemi come “la doppia pesata” o la rilevazione del peso giornaliero, che non offrono una visione reale dello stato di benessere neonatale. Può essere più utile invece osservare che il piccolo urini a sufficienza, tramite la conta dei pannolini bagnati: circa 5-6  durante il giorno. In caso di scarsa alimentazione l’odore delle urine diventa acre e assume un colore piuttosto intenso.

Da cosa dipende l’ipogalattia primaria (la mancanza di latte materno)

L’ipogalattia primaria è dovuta, come detto condizioni particolari e rare come:

-gravi patologie endocrine;

– Sindrome di Sheenan, una complicanza post partum;

ipotiroidismo, se è conosciuto e compensato si può allattare lo stesso.

Questi tipi di ipogalattia insorgono immediatamente, mai dopo i primi mesi.

Esistono poi delle condizioni in cui la mamma necessita la ripresa di terapie farmacologiche non compatibili con l’allattamento al seno. Parlandone per tempo con lo specialista di pertinenza si può provare a sostituire il farmaco in uno più compatibile o  posticipare l’inizio della terapia. (per informazioni sui farmaci in allattamento può essere utile consultare il sito http://www.e-lactancia.org/).

Ipogalattia secondaria, da cosa dipende? (la mancanza di latte materno)

L’ipogalattia secondaria  è dovuta invece a fattori esterni che interferiscono con l’allattamento naturale quali ciuccio, biberon e paracapezzoli. In tutti questi casi però si può tentare di recuperare l’allattamento tramite il supporto dell’ostetrica. Tuttavia se ne sconsiglia l’uso se non per effettiva necessità ed in seguito a prescrizione medica.

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Ostetrica ospedaliera, ha dedicato buona parte della propria attività professionale alla nascita e crescita dei corsi di accompagnamento alla nascita e al supporto empatico delle mamme nel post-partum. Convinta sostenitrice dell'allattamento al seno e della riscoperta di un parto più dolce ed intimo ha trovato nella propria esperienza personale, con i propri tre figli, una rinnovata spinta motivazionale. L'unione tra lo studio e la profonda esperienza di maternità ha dato il via ad un interesse sempre più crescente verso aspetti della professione in ambito infantile come il massaggio neonatale, l'autosvezzamento, la sensibilizzazione delle coppie sulla necessità di una genitorialità più consapevole e serena.

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