Ragadi al seno: perché compaiono e come prevenirle

Le ragadi al seno sono un problema comune a moltissime mamme. Attaccare correttamente il neonato al seno materno è l’unica terapia da seguire per prevenirle e curarle in maniera efficace

ragadi al seno

Durante l’allattamento il bambino deve trovarsi con la bocca di fronte al capezzolo, né sotto, né sopra, ma davanti per prevenire la formazione delle ragadi al seno.

Le ragadi sono delle lesioni molto dolorose che si formano quando il bambino afferra tra le gengive solo una parte del capezzolo.

Per prevenire la formazione delle ragadi il bambino deve essere tenuto vicino al seno in modo che la porzione del capezzolo che entra nella sua bocca non sia troppo piccola.

Le ragadi con il passare del tempo possono diventare sempre più profonde, dolorose e sanguinanti e scoraggiare la mamma dall’allattare.




Perché le ragadi al seno compaiono?

Le ragadi compaiono per tre motivi:

  1. In seguito ad un non corretto attacco del bambino al capezzolo
  2. Perché la madre non tiene il bambino abbastanza vicino al seno
  3. Perché mamma e bambino nei primi istanti d’intimità dopo il parto non sono stati aiutati a riconoscere e correggere le prime due situazioni




Come prevenire le ragadi al seno

Subito dopo la nascita il neonato cercherà di attaccarsi al seno in un gioco di scambi di tenerezze e di riconoscimenti reciproci con la mamma.

Il suo istinto lo guiderà ad annusare, strisciare e leccare il corpo materno fin quando non aprirà la bocca per la prima poppata. Questa prima fase è importantissima e insegnerà ad entrambi come assumere la corretta posizione di allattamento.

La mamma dovrà guidare il bambino a circondare con le labbra la maggior parte dell’areola, per far questo la bocca del bambino dovrà essere ben spalancata con le labbra pronunciate in avanti in modo che la lingua formi una sorta di cucchiaino sotto tutto il capezzolo.

Dopo i parti medicalizzati l’approccio del neonato al corpo materno potrebbe essere un po’ più complesso poiché la presenza di cateteri potrebbe limitare l’agilità della mamma nel sostenere il bambino.

Anche in questi casi niente paura, basterà aiutare la mamma ad attaccare correttamente il bambino al seno fin quando non recupererà la piena autonomia.




Alcuni segnali sono fondamentali per mettere in guardia la mamma sulla comparsa di questo fastidioso e doloroso problema: se fin dall’inizio la suzione provoca dolore o il bambino emette rumori tipo schiocco, la pozione assunta  non è quella giusta e a lungo andare si formeranno le ragadi che guariranno solo quando l’attacco del bambino al seno sarà giusto.

Quando compaiono le ragadi è importante rivolgersi all’esperto che aiuterà la mamma a capire la posizione di allattamento e la incoraggerà a continuare a nutrire con il proprio latte il bambino.

Lo specialista ha il compito di incoraggiare l’allattamento al seno e di  rendere la mamma consapevole che è un dono dal valore inestimabile per madre e figlio.

Iwona Kazmierska
Iwona Kazmierska

Dott.ssa Iwona Kazmierska Pediatra, neonatologo presso UTIN dell’Ospedale Buccheri la Ferla, Palermo Fondatrice della Banca del Latte Umano Donato di Palermo IBCLC Formatore della Rete Italiana Formatori Allattamento Materno Valutatore UNICEF “ Insieme per l’Allattamento: Ospedali & Comunità Amici dei Bambini uniti per la protezione, promozione e sostegno dell’allattamento materno”

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