Cellule staminali: il punto di vista…scientifico!

Con l’avvicinarsi della nascita di un figlio, i futuri genitori vengono inondati da informazioni sulla conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. Molte di queste però, sono fuorvianti e spesso confusionarie. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza

Cellule staminali: il punto di vista…scientifico!

Leggendo queste righe, vorrei che teneste a mente il fatto che stiamo entrando nell’epoca della medicina rigenerativa. Le prime terapie geniche sono state sperimentate e le cellule staminali rappresentano una nuova risorsa per il trattamento di molte patologie, per le quali ancora non esiste una cura.



Dove si trovano le cellule staminali?

Oggi sappiamo che le cellule staminali si trovano nel midollo osseo e nel cordone ombelicale. Ma non è stato sempre così. Infatti, la scoperta della loro presenza nel cordone ombelicale è avvenuta solo negli anni 80 e dopo il primo trapianto al mondo, tra fratelli, il numero degli utilizzi ha subito una forte crescita.

Questa crescita è dovuta al fatto che, il cordone ombelicale rappresenta una fonte di staminali più accessibile rispetto al midollo osseo.


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Dove si trovano le cellule staminali nel cordone?

Nel cordone ombelicale esistono ben due tipi di cellule prelevabili, le cellule staminali e le cellule mesenchimali.

Le cellule staminali, si trovano nel sangue cordonale e al momento della nascita possono essere prelevate senza alcun rischio né per la mamma né per il bambino. La famiglia può scegliere se conservare o donare queste cellule, l’importante è decidere almeno 1-2 mesi prima del lieto evento. Infatti, in entrambi i casi ci sono delle pratiche burocratiche da espletare.

In tutti gli ospedali è possibile conservare privatamente le cellule staminali, mentre non sempre è possibile donarle. Le famiglie devono informarsi preventivamente sulle possibilità a loro disposizione.




Perché le cellule staminali del cordone ombelicale sono così importanti?

Le cellule staminali del cordone ombelicale sono molto simili a quelle del midollo osseo con il vantaggio di essere non solo più facilmente estraibili, ma anche più facilmente compatibili in ambito familiare. Infatti, il maggiore utilizzo dal 1988 a oggi è stato proprio tra fratelli.


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Per cosa vengono utilizzate le cellule staminali?

La lista delle applicazioni di queste cellule staminali è molto lunga. Anemie rare che insorgono in età pediatrica ( *), talassemie, leucemie, infusioni post chemio…  Dopo 31 anni di utilizzi e gli enormi passi avanti dalla scienza, è impensabile che ci siano ancora dubbi in merito al loro utilizzo.

Chi dovrebbe prendere in considerazione la conservazione rispetto alla donazione?

Tutti possono scegliere di conservare le cellule staminali, soprattutto quelle famiglie con patologie ereditarie o un cui componente è patologico.




Cosa sono le cellule mesenchimali?

Le cellule mesenchimali si trovano in un’altra parte del cordone, chiamata gelatina di Wharton e anche queste possono essere prelevate. Queste cellule sono utilizzate, soprattutto a livello sperimentale, per curare patologie neurologiche (paresi cerebrale, autismo, problemi oculari), diabete di tipo I, per risanare le cartilagini, per la malattia da rigetto ecc. E rappresentano in assoluto la nuova frontiera su cui la medicina sta scommettendo. Purtroppo queste cellule possono essere solo conservate privatamente e mai donate.

Qual è la differenza tra la donazione e la conservazione?

La donazione, come dice la parola stessa, è un atto pubblico attraverso il quale il campione, qualora venga bancato, viene messo a disposizione di tutti.

Nel caso della conservazione invece, il campione viene conservato in base agli standard della biobanca e la famiglia può usufruire del campione in caso di necessità senza attendere di trovare un donatore. Inoltre tramite la conservazione è possibile bancare anche le cellule mesenchimali, fattore da non sottovalutare vista la loro potenzialità di applicazione.

Se una famiglia volesse sia donare che conservare?

È una scelta possibile, qualora la struttura sia accreditata, sia di donare che conservare. Infatti è possibile da un lato donare le cellule staminali del cordone e dall’altro conservare le cellule mesenchimali presso una biobanca . Addirittura alcune biobanche consentono di conservare anche le cellule staminali provenienti della placenta.

Se si sceglie di conservare o donare, il cordone viene clampato prima del previsto?

Il clampaggio del cordone viene effettuato normalmente, allo stesso modo in cui siamo nati tutti noi. Chi sceglie un clampaggio tardivo, che comunque non è sempre possibile a seconda delle condizioni del parto, è consapevole che raccoglierà meno cellule staminali.

Perché una famiglia dovrebbe prendere in considerazione la donazione o la conservazione?

È evidente che il cordone ombelicale rappresenti una preziosa risorsa di cellule, diverse tra loro. E a prescindere dalla scelta che farete è importante prendere in considerazione l’idea di non sprecare questo materiale così prezioso, tenendo a mente che il cordone ombelicale e le cellule ivi contenute sono del nascituro.

Elisa Ragusa
Elisa Ragusa

Sono una biologa, specializzata nelle biotecnologie. Ho un approccio alla vita e al lavoro di tipo olistico, siamo mente e corpo. Nel mio lavoro cerco di avvicinare le persone alla scienza, affinché siano correttamente informate. Il mio motto è: l'informazione è la prima forma di prevenzione.

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