Infertilità, la Pma aiuta le coppie ma fare prevenzione si può

La difficoltà ad avere figli sconforta le coppie che nel silenzio sopportano il dolore. La Procreazione Medicalmente Assistita può essere una via per superare l’infertilità. Si può fare prevenzione: attenzione all’età biologica della donna e a un sano stile di vita

Infertilità, la Pma aiuta le coppie ma fare prevenzione si può

Quando una coppia fa vari tentativi per mettere al mondo un figlio e prova per lungo tempo si può parlare di infertilità. Il 15% delle coppie fa i conti con serie difficoltà di riproduzione e se non riesce a superare il problema con cure farmacologie o altre terapie indicate dai ginecologi, deve ricorrere alla PMA ovvero procreazione medicalmente assistita.

Non è facile scoprire che non si può avere una gravidanza, è un dramma per la donna e per l’uomo. Oggi le donne cercano un figlio in età adulta e non sempre conducono un sano stile di vita. Questo può influenzare sulla fertilità femminile. Roberto Palermo, ginecologo e responsabile del centro per la riproduzione assistita del centro Ambra, ci aiuta a capire meglio il tema dell’infertilità.




Dottor Palermo, quali esami certificano una diagnosi di infertilità?

«L’infertilità è un sintomo. Possiamo dire che si tratta di una “esperienza”, un “bisogno negato”. Le cause di una difficoltà riproduttiva possono essere molteplici.
Accertata la presenza di ciò da cui non si può prescindere per generare una possibile riproduzione (gameti ed apparato genitale della donna), non vi è un singolo test che sia in grado di definire una condizione irreversibile di sterilità. Tuttavia, alcuni elementi appaiono cruciali per orientarsi nella ricerca di una causa possibile:

  • durata della ricerca della gravidanza;
  • età della donna;
  • caratteristiche del ciclo mestruale;
  • eventuali precedenti gravidanze;
  • risultati di alcuni test (riserva ovarica, spermiogramma, ecc..).»




Quando si presentano questi problemi qual è la prima cosa da fare?

«In generale, nella pratica medica, appare fondamentale cercare di stabilire una alleanza con la coppia.
Bisogna partire dalla consapevolezza che la riproduzione (nei mammiferi e, soprattutto, nella specie umana), è una attività che si correla con il tempo. Quindi, occuparsi dello studio del cosiddetto tempo “prospettico” può essere rilevante, sia sul piano
delle strategie diagnostiche che di trattamento».

Esistono varie tecniche di PMA, quali?

«Tutte le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita rappresentano approcci empirici alla soluzione di una difficoltà riproduttiva.
Le tecniche di PMA sono, sostanzialmente due: di primo livello (le tecniche di inseminazione intrauterina è la più usata) e di secondo livello (la fecondazione in vitro e il trasferimento in utero di embrioni, è la più diffusa). A loro volta queste tecniche possono prevedere l’impiego dei gameti della coppia (omologa) o esterni alla coppia (donazione dei gameti o eterologa). Tutte le coppie possono intraprendere un iter di PMA».

Pma che percentuale di buona riuscita c’é?

«Le probabilità di successo riproduttivo possono variare molto in funzione di tanti fattori. Per essere sintetici, possiamo dire che i fattori che condizionano le aspettative di avere un bimbo si possono raggruppare in due insiemi: la prognosi riproduttiva della coppia e
lo standard operativo che gestisce le tecniche. In generale, per le tecniche di primo livello, la probabilità media di concepire è pari al 15% per tentativo, per le tecniche di secondo livello è pari al 25-30%. È importante sottolineare che si tratta di numeri indicativi medi che possono variare molto in funzione dei fattori di base, condizionanti la prognosi riproduttiva».




Si può fare prevenzione per l’infertilità?

«Non solo si può, ma si dovrebbe fare. A questo riguardo, l’informazione ha un ruolo fondamentale. Attenzione all’età di inizio della ricerca della gravidanza,
all’alimentazione, protezione dalla malattie sessualmente trasmesse, sono solo alcuni esempi di attenzione preventiva verso potenziali scelte che possono condizionare la capacità riproduttiva».

Lucia Porracciolo
Lucia Porracciolo

Laureata in Scienze della comunicazione, fissata con il giornalismo e con i profumi. Da qualche anno mamma di Ester e di Clarissa. Dopo un’esperienza di stage a Tv 2000, e dopo aver lavorato per anni alle Acli a Roma, ho deciso di tornare in Sicilia. Nel 2012 mi sono trasferita a Palermo dove collaboro con Tele Giornale di Sicilia e Giornale di Sicilia. Qui ho conosciuto l'amore della mia vita, Sli, oggi mio marito. Papà stupendo. Quando si diventa genitori si scoprono le priorità della vita, il dono e la magia di vivere e far vivere.

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