Reflusso in gravidanza, cause e soluzioni

I bruciori di stomaco (reflusso) colpiscono le future mamme specialmente nell’ultimo trimestre. Fastidi che si possono attenuare o neutralizzare con una corretta alimentazione e con qualche accorgimento nello stile di vita. O con l’aiuto di farmaci senza controindicazioni

Reflusso in gravidanza, cause e soluzioni

Col pancione e in preda ai bruciori di stomaco, a volte anche solo dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua. Le donne incinte devono in qualche modo convivere con questa situazione, almeno una su tre, dicono le statistiche più aggiornate sull’argomento. Il rischio è passare qualche notte insonne, o ritrovarsi a dormire in posizione tutt’altro che supina. Anche sedute. Anche questo è un “metodo” per provare a contenere i fastidi del comunissimo reflusso gastroesofageo, che procura acidità e bruciori di stomaco. Una condizione che interessa molte donne, specialmente nei tre mesi finali della gravidanza, ma che non si può escludere a priori nei primi.

Il perché del bruciore

La causa di questi sintomi? Rientra nella normalità e impedirlo è… impossibile. Certamente i problemi derivano dall’aumento delle dimensioni dell’utero (il bimbo all’interno è già abbastanza sviluppato, quindi il muscolo che blocca lo stomaco verso l’alto in direzione dell’esofago è tenuto costantemente sotto pressione), ma anche dalla presenza degli ormoni prodotti dalla placenta, in particolare del progesterone; questi ormoni rilassano la muscolatura liscia, e quindi attenuano le contrazioni uterine, ma hanno anche una fastidiosa… controindicazione. Agiscono sulla valvola posta tra esofago e stomaco, facendola rilassare tanto da permettere ai succhi gastrici di salire verso l’alto, con quella sgradevole sensazione di acidità che può arrivare a irradiarsi persino alla gola: un bruciore infernale.

Suggerimenti per l’alimentazione

È un malessere, il reflusso gastroesofageo (bruciore di stomaco), che si può contrastare con alcuni accorgimenti, piccoli cambiamenti nello stile di vita, consigli condivisi anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. O, nei casi più difficili, con alcuni farmaci che non hanno naturalmente controindicazioni per le future mamme. Mangiare poco e spesso può aiutare, provare a fare cinque pasti al giorno, leggeri ma frequenti, ovvero due abbondanti spunti oltre ai tre pasti principali, colazione, pranzo e cena. Mangiare con calma, non bere durante i pasti, semmai prima, uno o due sorsi di acqua calda per preparare lo stomaco alla digestione, e calibrare meglio la dieta (per esempio evitando bevande gassate, menta, caffè e tè e rinunciando a cibi fritti o speziati, alimenti acidi come pomodoro e agrumi, ma anche il cioccolato). Rimedi utili per le donne incinte “vittime” di bruciore sono alcune tisane, in particolare quelle a base di zenzero, camomilla e malva, che danno un caldo sollievo, aiutando lo stomaco a rilassarsi e proteggendone la mucosa. C’è qualcos’altro che neutralizza o attenua l’acidità: gli yogurt, patate lesse o carote crude (da masticare lentamente fin quando non s’avverte un sapore dolciastro al palato), tre o quattro nocciole masticate a lungo, fino a diventare poltiglia, o anche un cucchiaino di senape e pastiglie all’aglio.

Rimedi lontano da tavola

Le strategie anti-reflusso non si esauriscono con qualche correttivo all’alimentazione. Non distendersi a letto e non dormire immediatamente dopo i pasti è un primo suggerimento: la posizione sdraiata può favorire il reflusso, specie dopo pasti abbondanti, l’ideale sarebbe attendere qualche ora. Quando poi si va a letto è meglio stare leggermente inclinate, con un paio di cuscini sotto il capo, in modo da restare con la testa e la parte superiore del tronco appena sollevate. Qualche contromisura riguarda anche l’abbigliamento: è necessario preferire vestiti larghi e comodi, gli indumenti troppo stretti sull’addome possono premere sullo stomaco, peggiorando la situazione.

Consigli del medico

Se il bruciore è persistente e continua a essere molto fastidioso, nonostante qualche accorgimento, il medico potrà prescrivere farmaci a base di sali di alluminio, calcio o magnesio, comuni antiacidi e alginati che si possono trovare come farmaci da banco. Naturalmente per le future mamme che assumono integratori di ferro o acido folico è meglio, successivamente, non assumere antiacidi prima di due ore. Ogni utilizzo di farmaco deve essere consigliato dal medico e avvenire con la sua supervisione. Oltre all’assunzione di antiacidi, non vanno sottovalutate altre strade, come l’agopuntura e certi rimedi omeopatici (noce vomica, sepia, licopodio o grafite).

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