I bambini hanno bisogno di un po’ di noia

La noia nei bambini è molto importante. Sempre più genitori impegnano giornalmente i bambini con attività varie non facendoli riposare e annoiare neanche un po’, ma la noia è un momento di riflessione e di crescita per i nostri figli, un momento dove i bambini rimangono soli con loro stessi e iniziano ad attivare la testa per capire come non annoiarsi, un momento che sviluppa la loro creatività.

I bambini hanno bisogno di un po' di noia

Sempre più spesso vedo bambini super impegnati, che hanno quasi bisogno dell’agenda per gestire tutti gli appuntamenti che hanno durante la settimana. Mattina a scuola, pomeriggio i compiti, dopo i compiti il nuoto, il basket, calcio, judo, inglese, francese, cinese…e chi ne ha più ne metta. Si ritrovano nel fine settimana che hanno corso, più o meno come i genitori, sfiniti da ritmi non adatti a loro, senza aver avuto un secondo per loro stessi.

Sicuramente lo sport è importante, come lo è impiegare delle ore in attività extrascolastiche, ma questi poveri bambini ogni tanto devono annoiarsi, rilassarsi, non far nulla come noi facevamo quando eravamo piccoli, per attivare il loro cervello, tornare a sognare, fantasticare, sviluppare la loro fantasia e la creatività.




Infatti i bambini di oggi hanno proprio bisogno di annoiarsi per crescere, diversi studi hanno portato alla luce che la creatività è stimolata dalla noia, cioè quando il cervello del bambino non ha nulla da fare, quindi annoiandosi inizia ad attivarsi pensando.

Se vi ricordate, le nostre giornate non erano scandite da mille appuntamenti, attività ed altro, passavamo ore senza aver nulla da fare, ma proprio quel tempo ci aiutava, prima di tutto a ricaricare le energie, ma cosa più importante, ad attivava la nostra mente. Eravamo lì senza far nulla e dovevamo trovare un modo per non annoiarci, quindi iniziavamo a pensare, pensare come giocare, come organizzare quei momenti liberi, a cosa ci sarebbe piaciuto fare.

Molto spesso noi genitori creiamo mille impegni per i figli pur di non vederli stare davanti la tv o i videogiochi, quando basterebbe spegnerli ed aspettare che i bambini inizino ad annoiarsi per vederli sviluppare un po di fantasia.




Ultimamente sono tanti i bambini che non hanno più fantasia, non riescono a giocare immaginando mondi diversi, situazioni spettacolari. Appena hanno un momento di pausa dai mille impegni vengono messi davanti a tablet, cellulari, tv e videogiochi di vario genere. Io ricordo che quando ero piccola passavo ore ed ore a giocare in una stanza che diventava, una volta gli abissi del mare, una volta la savana con gli animali, un centro estetico, un battello dei pirati, la casa di Barbie, creavo capanne, barche, macchine, con quello che trovavo, una sedia, il letto un lenzuolo e li iniziavo a giocare in luoghi fantastici, inventati dove sviluppavo le mie avventure.

Non critico la tecnologia perché questo è il mondo in cui viviamo e lasciare i nostri figli lontani da questi dispositivi significherebbe lasciarli indietro rispetto ai loro coetanei, ma insieme al tempo passato a scuola, a fare sport ed altre attività, guardare la tv… i bambini dovrebbero avere dei momenti di dolce far nulla dove annoiarsi. Sicuramente all’inizio un bambino non abituato alla noia non amerà questi momenti liberi, ma con il passare dei giorni inizierà sempre più ad amare quei piccoli istanti passati a giocare in modo semplice.




Luciana Campione
Luciana Campione

Sono una mamma che si divide, come tante altre, tra lavoro e famiglia. Amo molto viaggiare e l’arte. Quando ero in gravidanza ho capito che tutti i futuri genitori hanno bisogno di grande aiuto, consigli e sostegno. ProfessioneGenitori è nato dall'idea di creare un portale di professionisti che scrivono per informare i genitori in maniera semplice e diretta su tutto ciò che riguarda l'universo del bambino, dal concepimento fino al primo giorno di scuola. Come cofondatrice di ProfessioneGenitori, lavoro per aiutare e supportare tutti coloro che intraprendono questo straordinario viaggio per diventare mamma e papà.

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