Concepimento, gravidanza e nascita come imprinting dell’amore

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Quando ha avuto inizio la guerra in Afganistan il Dalai Lama dichiarava: fino a quando si continuerà a nascere così, ci saranno guerre.

Ma che significa?

Può il modo in cui siamo nati e il modo in cui i bambini continuano a nascere influire sulla nostra capacità di amare?

Ebbene, oggi le neuroscienze affermano, con dati oggettivi alla mano, che impariamo la vita nascendo. L’imprinting della nascita non riguarda solo la nostra salute futura ma la nostra vita relazionale e sociale, il nostro atteggiamento di base verso la vita; orienta la nostra aggressività, la nostra fiducia, le nostre paure.

Quello che ormai appare chiaro, proprio perché trova conferma in numerosi studi di rilevanza internazionale e pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche, è che non solo il primo anno di vita, ma per l’appunto l’intero ciclo del periodo primale (che va dal concepimento al primo anno di età) ha un ruolo fondamentale nell’orientare le risposte emotive e sociali dell’individuo.

E allora, quei ventuno mesi, avranno un significato potente in tutta la dimensione della “relazionalità” della persona, un imprinting forte, certamente modificabile, ristrutturabile, non definitivo, ma comunque un qualcosa che resterà in memoria molto a lungo. Il riferimento allo memoria include sia quella cerebrale che quella corporea, intesa, quest’ultima, come vera e propria memoria cellulare dalla quale muovono le risposte emozionali e fisiche.

Un altro aspetto importante da valutare è che, ad interessarsi di questo periodo iniziale della nostra esistenza e a metterlo in relazione al prosieguo della vita non è solamente la medicina o la psicologia, ma molte altre discipline, tra cui l’etologia, l’etnologia, la fisica. Esistono diversi studi con approcci apparentemente lontani fra loro che convergono su risultati omogenei.

Ma come è possibile tutto questo? Noi siamo mammiferi e come tutti i mammiferi nel sistema limbico del nostro cervello c’è un modello programmato per cui tutti i mammiferi alla nascita presentano una sequenza comportamentale definita e ogni specie possiede la sua, tutte comunque hanno come fine l’avviamento e il mantenimento dell’allattamento. È il comportamento del bambino a determinare la risposta di accudimento della madre ma è indispensabile che interventi esterni non disturbino la relazione. Ora il cervello di ogni cucciolo d’uomo ha delle aspettative biologiche dettate dall’appartenenza alla sua specie, una cosa sola il bambino desidera, se potesse parlare direbbe:

STRINGIMI – NUTRIMI – AMAMI

“Quando cominciai a studiare per diventare doula,  uno di quelli che considero essere un mio maestro, Michel Odent, mi disse “ricorda che se vogliamo che il mondo sia diverso è necessario che i bambini nascano con amore e che siano nutriti con amore. Solo una nascita che rispetta madre e figlio potrà generare esseri capaci di amare”… Da allora sono passati 14 anni ma rimango ancora convinta, con lui, che un’ecologia della nascita sia urgente anzi necessaria.

Con grande gioia condividerò con voi le mie riflessioni che sono per me guida tutte le volte in cui una donna o una coppia mi chiedono di accompagnarli come doula nell’esperienza dell’attesa e della nascita di un figlio…”.

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Sono docente di lettere e mamma da quattordici anni di Enrica (nata con cesareo) e da dieci anni di Eva (nata in acqua). Da diversi anni mi interessa di attività relative al benessere psicofisico dell’individuo e ho frequentato corsi di ata-yoga, stage di shiatsu, di danza-movimento-terapia, di massaggio bio-energetico e terapia di gruppo ad indirizzo gestaltico. Scrivo per la rivista Alice e organizzo stage e seminari per la consapevolezza dell’EsserDonna e l’alfabetizzazione emotiva. Da 13 anni lavoro come Doula (assistente della donna in gravidanza, travaglio e puerperio) in collegamento con Michel Odent direttore del Primal Helath Center di Londra

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