Stop alla violenza su donne e bambine

Un giornale online che parla di bambini, mamme e… genitori oggi non può non parlare della giornata contro la violenza sulle donne. Ci uniamo idealmente alle manifestazioni di tutta Italia

 

 

#nonènormalechesianormale: la violenza sulle donne, una macchia da eliminare per un valore da ricordare

Le scarpe rosse sono ormai il simbolo di questa giornata, il 25 novembre, dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. In tutto il mondo oggi si riuniscono – donne e uomini – che hanno protestato contro le molestie, le violenze e le botte che ancora tormentano migliaia e migliaia di donne e bambine. Per dire basta, per dire a gran voce stop!

25 novembre, lotta contro la violenza sulle donne e bambine

Ricorre oggi la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne indetta dall’Onu nel 1999 per sensibilizzare su un fenomeno tutt’altro che sradicato, anche nelle società più sviluppate. Si celebra il 25 novembre, data scelta per ricordare l’uccisione delle tre sorelle Mirabel, attiviste politiche della Repubblica Dominicana, avvenuta nel 1960. Originarie della Repubblica Dominicana, vissero gli anni bui in cui nel Paese si era instaurata una delle più feroci dittature dell’America Latina che riuscirono a combattere pagando il loro coraggio con la vita. Questa Giornata però non è fine a se stessa, è la prima di sedici giorni di attivismo ricchi di iniziative volte a educare e far conoscere al pubblico le conseguenze della violenza, che si concluderanno il 10 dicembre con la Giornata dei diritti umani. In Italia, secondo i dati della Polizia, sono stati 32 i femminicidi registrati nei primi nove mesi del 2018. Sono in calo, grazie soprattutto alle campagne di sensibilizzazione, i cosiddetti reati-spia: maltrattamenti in famiglia, stalking, percosse e violenze sessuali. Istituire una giornata mondiale dedicata proprio alla lotta alla violenza sulle donne è un invito per i governi e le associazioni a dare spazio alla riflessione rispetto alla lotta contro la violenza sulle donne attraverso progetti di prevenzione e denuncia.

 

I simboli della lotta alla violenza sulle donne e bambine

Scarpette e fiocchetti i simboli ufficiali. Colore non ufficiale – lo è l’arancione -, ma diventato emblematico della lotta al femminicidio, soprattutto nel nostro paese, è il rosso che con le sfumature dell’amore e del sangue, coglie al meglio il significato della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Non a caso, la scelta delle scarpette rosse abbandonate, spesso riunite a centinaia: un’icona forte, che lascia trasparire la forza della violenza quando colpisce. Rossa è anche la vernice che colora improvvisamente le panchine nei parchi proprio la mattina del 25 novembre. In Italia, quest’anno, la celebrazione della Giornata dedicata alla lotta alla violenza sulle donne ha anche un altro slogan, «Non è normale che sia normale». Con l’hashtag #nonènormalechesianormale in tanti, tra politici e vip, hanno pubblicato sui social una loro foto con un segno rosso sulla guancia. A simboleggiare i lividi e le ferite sui volti delle donne picchiate. Un gesto semplice ma che, grazie all’impatto che i media hanno sulle nostre vite, avrà un fortissimo impatto.

Dire basta, dire stop alla violenza sulle donne

Celebriamo oggi una data importante per ricordare a tutti che il rispetto è alla base di ogni rapporto e che non possiamo continuare a veder crescere il numero delle donne che subiscono violenza. Riflettiamo e indugiamo sulle parole di Ban Ki-Moon, segretario delle Nazioni Unite: “Quando si vede un atto di violenza, agite“. Per dire basta, per dire stop. Per salvare una vita, la nostra.

Anche Palermo, nei giorni scorsi, ha affrontato il tema salutando per sempre Bice Mortillaro Salatiello, una donna che ha dedicato la sua vita alla difesa delle donne e dei diritti dei più deboli.

 

 

Floriana Lo Bue
Floriana Lo Bue

Classe '89, una laurea in comunicazione e una in Relazioni internazionali, durante gli studi trascorro il mio tempo tra Verona, Milano e gli States. Innamorata di Palermo, decido di tornare in Sicilia e dedicarmi alle mie più grandi passioni: il giornalismo e il mondo del turismo. Prossima al lancio di un'attività ricettiva, nel tempo libero amo viaggiare, dedicarmi agli affetti e divorare libri.

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