Acquolina in bocca, ecco le “voglie”. Cosa Fare?

Voglie in gravidanza? «Nei limiti della ragionevolezza e se non ci sono controindicazioni legate a particolari situazioni, val la pena di soddisfarle… Le voglie rappresentano uno stratagemma per esprimere maggiore richiesta di affetto e attenzioni»

Acquolina in bocca, ecco le voglie. Cosa Fare?

Le fatidiche “voglie” in gravidanza esistono davvero? E se abbiamo troppo voglia di dolci come facciamo per evitare di mettere su troppi chili. La biologa nutrizionista Daniela Armao chiarisce i dubbi di molte donne incinte. Sarà a disposizione delle future mamme e dei genitori in generale, venerdì 5 di pomeriggio all’Ipercoop del Forum e sabato 6 di mattina al centro commerciale La Torre.




Dottoressa Armao,  nei nove mesi sarebbe bene tenere a bada calorie e zuccheri?

«Il fabbisogno calorico aumenta nella futura mamma durante i nove mesi. Nel primo trimestre non è necessario incrementare l’apporto calorico, ma è importante modificare qualitativamente l’alimentazione per garantire il giusto apporto di nutrienti fondamentali al bambino. L’incremento dell’apporto calorico giornaliero in media di 250 Kcal deve avvenire solo durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza, periodo in cui si verifica la crescita ponderale del bambino.

Una donna in gravidanza dovrebbe aumentare al massimo 12 -13 chili, ma molto dipende anche dal peso di partenza. Di questi circa 3,5 sono il peso del bambino mentre, i restanti chili servono al corpo della mamma poichè aumenta il seno, compare la placenta, il liquido amniotico e le scorte che serviranno alla gestante durante l’allattamento.

Un maggiore incremento di peso corporeo, invece, può essere dannoso sia per la mamma che per il piccolo perché aumenta il rischio di:

  • Diabete gestazionale,
  • Ipertensione,
  • Partorire bimbi con peso superiore ai 4 chili (predisposti all’obesità da adulti),
  • Aumenta la probabilità di taglio cesareo.

Quindi la donna gravida per tenere il peso sotto controllo deve pianificare un menù settimanale da seguire che includa vari cibi preparati a casa ed  escluda i cibi preconfezionati o il cibo da fast-food che contengono maggiori quantità di sale e zuccheri, da ridurre notevolmente in questo periodo».




Con le famose “voglie” come si convive?

«Le voglie non hanno alcun fondamento scientifico. Anche se non c’è alcuna correlazione tra le voglie insoddisfatte durante la gravidanza e la comparsa di chiazze alla nascita, le voglie sono pur sempre l’espressione di un bisogno, fisico o psicologico.

Pertanto, nei limiti della ragionevolezza e se non ci sono controindicazioni legate a particolari situazioni, val la pena di soddisfarle. Facendo attenzione naturalmente alle quantità, se non si vuole ingrassare a vista d’occhio!

Se la voglia è di qualcosa di dolce, prima di prendere una fetta di torta o una caramella, provare a mangiare un frutto.  Se la voglia è di qualcosa di salato, meglio mangiare alcune arachidi salate invece di un pacchetto di patatine.

Più la dieta sarà bilanciata, più le voglie saranno rare, perché il corpo assumerà tutti i nutrienti che servono. Evitare di cedere alle voglie poco sane troppo spesso, ma limitarsi a una o due volte a settimana. Non usare la gravidanza come scusa per giustificare le scelte alimentari sbagliate.

Le voglie possono essere provocate da cambiamenti ormonali. In gravidanza c’è un cambio del metabolismo, che fa aumentare il fabbisogno di certi nutrienti, soprattutto di carboidrati. Il fisico richiede più zuccheri ed il cervello mette in atto certe ‘strategie’ per far riconoscere quelli che sono i bisogni reali del nostro organismo, oppure possono essere di natura psicologiche. Durante i nove mesi può capitare che la futura mamma avverta un “sano” desiderio di essere accudita, coccolata, e le voglie rappresentano uno stratagemma per esprimere questa maggiore richiesta di affetto e attenzioni».




Quale e quanta acqua bere?

«Una donna incinta dovrebbe bere almeno 2 litri d’acqua durante tutto il giorno. Nei primi tre mesi, quando è presente la nausea bisogna bere a piccoli sorsi, magari, aggiungendo all’acqua una fettina di limone, oppure bere acqua gassata o con lieve effervescenza.

Si può proseguire poi, durante la gestazione, con acqua naturale oligominerale a temperatura ambiente, mai ghiacciata.

L’acqua aiuta a formare il liquido amniotico che rappresenta l’habitat del feto per nove mesi e che alla fine della gravidanza raggiunge 1 litro di volume. Il liquido amniotico viene rinnovato dall’organismo con una frequenza di tre ore. Inoltre l’acqua offre anche altri benefici infatti una corretta idratazione non appesantisce i reni e riduce eventuali infezioni alle vie urinarie.

L ’acqua “a misura di mamma” dovrebbe essere tipo oligominerale (perfetta con residuo fisso intorno a 150-250 mg/l) cioè la quantità di sali minerali disciolti nell’acqua. Un PH leggermente acido, compreso tra 5,7 e 6,7 perché favorisce i processi digestivi e aiuta quelle mamme che soffrono di digestione difficile.

Contenuto di Calcio: da preferire l’acqua che ha una quantità di calcio >250 mg/l, mentre per i Nitrati meno ce ne sono e meglio è . Al massimo 10 mg/l.

Per quanto riguarda il sodio al massimo 20 mg/l anche se questo ne caratterizza il gusto, aiuta la donna a combattere la ritenzione idrica e a favorire la regolarità intestinale.

Tra liscia e gassata la differenza è soltanto nel gusto: la gassatura consiste, infatti, nella semplice aggiunta di anidride carbonica, un gas che rende frizzante e più appetibile l’acqua senza modificarne in alcun modo le proprietà.

Allora, quando si aspetta un bambino alcuni parametri di composizione acquistano un’importanza particolare ed è opportuno valutarli, a prescindere dal fatto che si scelga l’acqua minerale o del rubinetto, il primo requisito richiesto è che l’acqua sia batteriologicamente pura.

Anche quella del rubinetto può, in molti casi, essere buona; per accertarsi della composizione è sufficiente leggere i dati di composizione che ormai ogni Comune pubblica online. Una cosa però va precisata: i dati si riferiscono all’acqua in uscita dall’acquedotto, non a quella del rubinetto di casa e, soprattutto nel caso di impianti molto vecchi, ci potrebbe essere qualche differenza».

Lucia Porracciolo
Lucia Porracciolo

Laureata in Scienze della comunicazione, fissata con il giornalismo e con i profumi. Da qualche anno mamma di Ester e di Clarissa. Dopo un’esperienza di stage a Tv 2000, e dopo aver lavorato per anni alle Acli a Roma, ho deciso di tornare in Sicilia. Nel 2012 mi sono trasferita a Palermo dove collaboro con Tele Giornale di Sicilia e Giornale di Sicilia. Qui ho conosciuto l'amore della mia vita, Sli, oggi mio marito. Papà stupendo. Quando si diventa genitori si scoprono le priorità della vita, il dono e la magia di vivere e far vivere.

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