Doula per passione, doula per professione. Marian Tabak si racconta

La Doula è a servizio della mamma, un aiuto un supporto durante la gravidanza, il parto e il post. Non si sostituisce al ginecologo o all’ostetrica, ma è una figura di riferimento per vivere il lieto evento della nascita in modo più sereno

Doula per passione, doula per professione

In America è una figura conosciuta e in Italia sta prendendo piede. La Doula accompagna le donne in dolce attesa al parto. Non è un medico, non è un amica, è una figura di riferimento che aiuta la futura mamma nel passaggio della vita familiare da due a tre. Una persona di fiducia che segue la coppia e che aiuta la mamma ad avere una serenità mentale e fisica nei nove mesi, durante il parto, se la donna vuole essere accompagnata in ospedale o partorisce in casa e nel post partum.

Marian Tabak, olandese ma ormai palermitana d’adozione, è una Doula. Si racconta e ci racconta cosa fa e chi è per le donne incinte. Marian ha tre figli: è mamma di Zelle, 13 anni, Iuri 8 e Mara di quasi 6. È a Palermo perché ha seguito l’amore.

Marian Tabak chi è la Doula?

«Il termine Doula viene dalla antica Grecia e che significa schiava di famiglia. Nella vita normale ma, sopratutto durante la gravidanza e il parto, le donne avevano una Doula accanto.

Una Doula è una donna che informa su tutto ciò che riguarda la maternità e che può, grazie alla sua esperienza e al lavoro relazionale, facilitare la migliore esperienza di gravidanza, parto e di maternità. Lavora soprattutto a livello fisico, emozionale e mentale. Non sostituisce il partner ma è presente per rinforzare la coppia.

La Doula può assistere durante un parto in casa o in ospedale. Lavora indipendentemente dagli esiti sanitari. Non è una figura sanitaria, né medica. Collabora con le figure sanitarie già presenti, medici, ostetriche, infermiere, nel pieno rispetto delle loro competenze».

Perché hai deciso, a un certo punto della tua vita, di diventare Doula?

«Il momento in cui ho deciso, ad un certo punto della mia vita, di diventare Doula, in realtà, è stato quando mia madre era incinta del mio fratello più piccolo (siamo 5 figli) e ho visto che lei non era molto felice (per certi motivi personali). Io avevo 13 anni e ho vissuto la sua gravidanza in modo cosciente quindi mi dispiaceva vederla poco felice perché per me era una grande gioia. Le sono stata vicino.

Ero intrigata dalla meraviglia del miracolo della nuova vita. E questa meraviglia e passione sono rimaste vive in me. Ho deciso a 16 anni di fare la scuola per diventare un midwife, l’assistente dell’ostetrica, che in Olanda è una figura importante nel nostro sistema sanitaria. Quando ho finito quella scuola ero ancora molto giovane e volevo studiare ancora di più e ho scelto l’indirizzo di Pedagogia Sociale.

Poi la vita mi ha portato in altre direzioni. Ho conosciuto mio marito e ho lavorato più con bambini e ragazzini nel settore Pedagogico. Io e mio marito abbiamo vissuto 10 anni ad Amsterdam e lì è nata la nostra prima figlia. A 36 settimane di gravidanza, un po’ prestino però è stata una bellissima esperienza.

Dopo tre anni siamo andati a vivere a Palermo e dove ho partorito il mio secondo figlio. Purtroppo il mio bimbo era in posizione podalica e ho avuto un parto cesareo. Un’esperienza traumatica per me e dopo questa esperienza è rinata di nuovo la voglia, ma anche una sensazione di dover fare veramente qualcosa per le donne che partoriscono in ospedale.

Anche qui le donne hanno diritto a un’ assistenza più mirata durante tutto il periodo della dolce attesa, sopratutto durante il parto e anche dopo. Il mio obbiettivo in quanto doula è di far vivere alla donna incinta un’ esperienza supportata, una scelta cosciente, voglio aiutarla a entrare in connessione con il figlio e con se stessa, un’attesa più serena, più amorevole al parto e il suo post. Mi piace vedere nascere i bambini e vedere che le madri stanno bene».

La donna in dolce attesa può contare sulla Doula per cosa?

«La Doula può dare sostegno, supporto mentale, emotivo e pratica alla donna e alla coppia in dolce attesa già dai primi mesi della gravidanza, durante il parto e anche nel breve periodo dopo parto. È preferibile che la relazione cominci prima possibile così si crea una relazione di confidenza tra la mamma (e partner ed eventuale famiglia) e la Doula.

Principalmente lavora a domicilio e accompagna i genitori nella continuità, sostenendoli nel loro cammino e nella loro ricerca di informazione. Può dare ascolto, un aiuto nel trovare tutte le informazioni di cui hanno bisogno per poter fare le scelte necessarie, senza giudicare o cercare di orientarli in base alle proprie convinzioni. Può aiutare la coppia a riconoscere i propri bisogni e desideri, a esplorare ed esprimere i sentimenti, le emozioni e i pensieri collegati alla maternità, passo a passo.

Può preparare un piano parto che può portare in ospedale, dare informazioni pratiche. Ma la Doula può pure accompagnare la donna alle visite dal ginecologo o dall’ostetrica se c’è questo desiderio, o scegliere l’ospedale giusto per la donna, o partecipare insieme a un corso pre parto.  La Doula può utilizzare anche tecniche di rilassamento attraverso le  visualizzazioni, o massaggi, ascolto attivo, canto, danza, yoga. Ma lo strumento principale è la relazione, quindi l’ascolto, l’accoglienza, l’orientamento e l’accudimento anche pratico.

Se la donna ha il desiderio di essere accompagnata durante il parto, sarà a disposizione dalla 38a settimana fino alla nascita. Rimane vicino. La Doula può accompagnarla durante il travaglio e il parto in casa insieme con l’ostetrica. L’aiuto durante il travaglio è sopratutto la rassicurazione e l’incoraggiamento, la doula può prendersi cura della giusta atmosfera, delle cose pratiche ma può anche funzionare come portavoce tra la coppia e il personale sanitario, ovviamente senza interferire con il lavoro svolto dal personale.  I primi giorni dopo il parto la Doula sarà molto vicino per il supporto mentale e pratico. Può essere d’aiuto per l’allattamento e può dare informazioni sugli strumenti per gestire i problemi inerenti».

In America è una figura molto diffusa e in Italia?

«In America, la Doula è una figura molto diffusa. Nei paesi americani è la normalità avere una doula accanto durante la gravidanza e il parto. Anche in Olanda si sta sviluppando sempre di più anche se c’è già la figura della midwife accanto all’ostetrica. Sfortunatamente, la figura della Doula non è ancora conosciuta in tutta l’Italia. Nel nord e nel centro del Paese si sta facendo conoscere di più, perché la scuola per la formazione per la Doula è più diffusa.

In Italia, quindi anche in Sicilia, oggi come oggi, le donne sono sempre più sole in questo importante periodo di gravidanza.  Spesso si pensa di potercela fase da sole, ricocardon che tutte le donne sono diventate mamme e ce l’hanno fatta. Ma avere un sostegno non è un errore non è qualcosa di sbagliato, è alquanto naturale.   Una madre ha bisogno di qualcuno che le “faccia da madre” per poter diventare a sua volta una madre esperta, anche se sappiamo che tutte le mamme fanno le scelte giuste per i figli. Non si tratta solo di una trasmissione di saperi di una relazione di aiuto da donna a donna, uno spazio di libertà per poter pensare, riconoscere e crescere.

Assumere una Doula è un investimento positivo. Vari studi dimostrano che la continua supervisione di una donna con esperienza o formazione, indipendentemente dall’ostetrica o da qualcuno della rete della donna in travaglio, come partner, madre, sorella, durante il parto garantisce:

Parti più brevi
Meno sezioni cesarei
Meno uso di antidolorifici
Migliori punteggi APGAR del neonato
Maggiore soddisfazione dell’esperienza del parto
Recupero più veloce».

C’ è una formazione specifica?

«C’e il corso di formazione che viene fatto dalla Scuola delle Doule dell’associazione Mondo-Doula. Un weekend al mese, per nove mesi. Se si forma un gruppo di minimo 9 partecipanti a Palermo, la formazione può cominciare».

Lucia Porracciolo
Lucia Porracciolo

Laureata in Scienze della comunicazione, fissata con il giornalismo e con i profumi. Da qualche anno mamma di Ester e di Clarissa. Dopo un’esperienza di stage a Tv 2000, e dopo aver lavorato per anni alle Acli a Roma, ho deciso di tornare in Sicilia. Nel 2012 mi sono trasferita a Palermo dove collaboro con Tele Giornale di Sicilia e Giornale di Sicilia. Qui ho conosciuto l'amore della mia vita, Sli, oggi mio marito. Papà stupendo. Quando si diventa genitori si scoprono le priorità della vita, il dono e la magia di vivere e far vivere.

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