Il piano per il parto: cos’è? Perché farlo?

Il piano per il parto è uno strumento a tutela dei diritti della partoriente. «È diritto di ogni partoriente prendere parte attivamente in scelte che coinvolgono se stessa e il proprio bimbo»

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La nascita del proprio figlio è uno dei momenti più intensi e sconvolgenti nella vita di un genitore e, in quanto tale, necessita di tutela e rispetto.

Il parto segna inevitabilmente non solo la vita di una madre e di un padre, ma anche e soprattutto quella di un figlio. Ci sono cose che ogni coppia desidera per la nascita del proprio figlio e l’ascolto di tali desideri determina un alto livello di soddisfacimento nella coppia.

È diritto di ogni partoriente prendere parte attivamente in scelte che coinvolgono se stessa e il proprio bimbo: il personale sanitario non può essere indifferente a ciò che la donna, e la coppia, hanno scelto per un momento così importante come quello della nascita. Prepararsi al primo incontro col proprio bimbo significa, infatti, anche conoscere ciò a cui si va incontro e operare delle scelte, che siano pienamente consapevoli.




Cos’è il piano per il parto ( birth plan )

Il piano per il parto o birth plan è un accordo scritto tra la partoriente e la struttura nella quale la donna ha scelto di partorire (o i professionisti scelti, in caso di parto in casa). Partendo da quelle che sono le scelte e le preferenze per il proprio parto, la coppia scrive e firma il proprio birth plan e lo presenta alla struttura, dopo averne opportunamente discusso con alcuni professionisti, che ne sono referenti. Si tratta di un importante strumento di comunicazione tra i professionisti e la struttura: permette, infatti, alla partoriente di dar voce ai propri desideri; invece, ai professionisti di soffermarsi ad ascoltare ciò che è importante per quella donna, o coppia.

Spesso sottovalutato o in alcuni casi non accettato, in realtà il piano del parto è un diritto che si basa sui 15 punti che proteggono la maternità, sanciti nel 1985 dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)

Come scrivere un piano per il parto?

Presupposto fondamentale della redazione di un piano del parto è l’informazione: la coppia deve informarsi sui pro e i contro di ogni procedura alla quale potrebbe essere sottoposta. Soltanto dopo aver preso conoscenza, è possibile operare delle scelte. Nel piano è possibile indicare le proprie preferenze e le proprie richieste sull’assistenza erogata a mamma e bimbo dal momento dell’entrata in ospedale fino alla dimissione.

Scrivere il proprio piano parto è un’occasione per soffermarsi a conoscere, a ricavare informazione ed, eventualmente, a chiedere maggiori delucidazioni alla propria ostetrica.

Pertanto, la stesura è un vero e proprio percorso, che la coppia deve operare insieme, con la coscienza che è fondamentale sapere e che è un diritto poter chiedere.




Come presentarlo?

E’ consigliabile non limitarsi a spedire il proprio piano del parto, ma è auspicabile fissare un appuntamento col primario o con la capo ostetrica così da ricevere quante più risposte alle proprie domande e creare una comunicazione efficace e un dialogo attivo con la struttura. Tale birth plan andrà, conseguentemente, controfirmato dal personale sanitario con il quale è stato discusso il piano stesso. Può essere utile inviarne una copia al direttore sanitario, una ai responsabili della sala parto (nel caso in cui non fosse presente al momento del colloquio) e una ai responsabili della neonatologia. Meglio, inoltre, portarne con sé una copia anche al momento del ricovero, così da consentire al personale, che sarà presente alla nascita, di prenderne visione attentamente.

Esiste un modello di piano per il parto?

Dietro ogni piano del parto vi sono le attese, le aspettative, i desideri, le paure, la storia di una madre e di un padre; pertanto, ogni piano del parto sarà il frutto di ciò che QUELLA coppia ha scelto per QUELLA nascita. Non esiste, pertanto, un modello standard che sia universale. E’ possibile però prendere spunto da quelli che sono i diritti della partoriente e dai risultati di evidenze scientifiche per la stesura del proprio birth plan.

Al seguente link è possibile scaricare un esempio di birth plan, che raccoglie le richieste più frequentemente inserite dalle madri e dalle coppie.




La bellezza dell’essere protagonisti

Ognuno di noi ha scritto sulla propria pelle i segni della propria nascita, del proprio venire al mondo.

La non violenza, fisica e verbale, l’ambiente accogliente, l’ascolto, l’eliminazione delle interferenze nei normali processi fisiologici stanno alla base di una nascita rispettata.

Ognuno ha diritto ad avere il proprio parto. Ognuno ha diritto ad avere la propria Nascita.

Conoscere e scegliere dà ai genitori un ruolo attivo in quello che è il momento della nascita e i primi istanti di vita col bambino.

Informarsi, operare scelte, avere il coraggio di chiedere, esigere l’ascolto è un DIRITTO.

Riconoscere valore al piano del parto è il primo passo per ridare alle coppie la bellezza di sentirsi veri protagonisti e non passivi in uno dei momenti più belli della vita, custodendo la Vita stessa.

Rossella Russo
Rossella Russo

Passione, dono, accoglienza, ascolto, rispetto, sostegno, accompagnamento e amore: essere ostetrica è per me, prima di tutto, una missione. Ho conseguito la laurea in Ostetricia e ho deciso di frequentare un Master a Modena in “Autonomia dell’ostetrica nella gestione di gravidanza, parto e puerperio a basso rischio”, che mi ha permesso di confrontarmi con la nascita già in Emilia Romagna. Ho deciso di intraprendere questa professione da libera professionista per ridare alla figura dell’ostetrica il suo profondo e reale ruolo di custode della nascita. Dopo il primo periodo trascorso lontano da casa ho sentito il bisogno di portare il mio sostegno alle famiglie della mia Terra e sono tornata a Palermo. Poiché credo molto nell’importanza dell’esercizio fisico in tutti i momenti della gravidanza e nel post parto ho affinato la mia formazione conseguendo il titolo di insegnante di acquamotricista pre e post natale e di massaggiatrice certificata infantile A.I.M.I. Sono attualmente in formazione presso il Movimento Internazionale del Parto Attivo (MIPA) per conseguire il titolo di educatrice perinatale. Svolgo il mio lavoro da libera professionista a livello territoriale, avendo cura di entrare, con silenzioso rispetto, nelle case e nei cuori delle mamme che decidono di avermi al proprio fianco. Credo fortemente nella centralità della donna nell’evento nascita e le sostengo affinché possano scoprirsi nella propria istintiva bellezza. La collaborazione con Professione Genitori è un’ulteriore strumento per promuovere il benessere globale della famiglia, rispettando la naturalità di ogni processo e stimolando la piena e profonda consapevolezza dell’essere donna, attraverso la divulgazione di informazioni corrette.

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