Il tracciato prima del parto: è sempre utile?

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IL TRACCIATO PRIMA DEL PARTO: è sempre utile?
IL TRACCIATO PRIMA DEL PARTO: è sempre utile?

“L’utilizzo della cardiotografia antepartale nelle gravidanze a basso rischio non migliora gli esiti perinatali, pertanto questa metodologia andrebbe utilizzata solo in presenza di una precisa indicazione (…). Tuttavia, la mancata percezione dei movimenti attivi fetali da parte della gestante è un’indicazione alla CTG antepartum anche in paziente a basso rischio.

L’esecuzione di una CTG non dovrebbe sostituire il supporto continuativo dell’ostetrica che, applicato il monitoraggio, dovrebbe trattenersi con la paziente per le valutazioni sopra descritte e per un adeguato counseling, rispondendo ad eventuali domande con un approccio basato sulla promozione della fisiologia e sull’“empowerment” della donna.

A volte, nonostante tutte le osservazioni effettuate confermino il basso rischio, alcune donne che presentano per vari motivi uno stato d’ansia e/o di preoccupazione potrebbero richiedere di eseguire una CTG al fine di essere rassicurate sul benessere fetale. In questi casi è importante informare la donna che la cardiotocografia nelle gravidanze a basso rischio non ha alcun valore predittivo per l’ipossia acuta ed indagare la causa dello stato emotivo della donna attraverso l’ascolto attivo.”

(Tratto dalle RACCOMANDAZIONI SULLA CARDIOTOCOGRAFIA ANTE PARTUM FONDAZIONE CONFALONIERI RAGONESE SU MANDATO SIGO, AOGOI, AGUI del 14 ottobre 2021)

Sappiamo già che le linee guida internazionali indicano controlli più ravvicinati nella gravidanza fisiologica dalla 40esima settimana di gravidanza in poi. Nel periodo precedente spesso si possono scatenare ansie per l’attesa del travaglio di parto e paure legate all’effettivo stato di benessere fetale.

Con il tracciato cardiotocografico e’ possibile valutare il battito cardiaco fetale e l’attività contrattile uterina. Pertanto spesso vi si ricorre con facilità al fine di sedare le preoccupazioni della donna e del suo nucleo familiare. Tuttavia – come ci ricordano le recenti linee guida – nella gravidanza fisiologica ciò non è utile.

È necessario invece – con l’aiuto dell’ostetrica – iniziare per tempo (25- 28esima settimana è il periodo ideale) un percorso di preparazione psicofisica e di acquisizione di conoscenze su gravidanza, parto e dopo parto.

L’ostetrica non solo risponderà ai dubbi sui vari esami diagnostici ma è il professionista della nascita capace di offrire gli strumenti validi per implementare la sicurezza e consapevolezza della donna in età fertile.
L’ansia può nascondere un nodo che andrebbe sciolto, si potrà ricorrere in tal caso anche all’aiuto dello psicologo per una maternità più serena.

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Ostetrica ospedaliera, ha dedicato buona parte della propria attività professionale alla nascita e crescita dei corsi di accompagnamento alla nascita e al supporto empatico delle mamme nel post-partum. Convinta sostenitrice dell'allattamento al seno e della riscoperta di un parto più dolce ed intimo ha trovato nella propria esperienza personale, con i propri tre figli, una rinnovata spinta motivazionale. L'unione tra lo studio e la profonda esperienza di maternità ha dato il via ad un interesse sempre più crescente verso aspetti della professione in ambito infantile come il massaggio neonatale, l'autosvezzamento, la sensibilizzazione delle coppie sulla necessità di una genitorialità più consapevole e serena.

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