CURA DEL MONCONE OMBELICALE

Cura del moncone ombelicale
Cura del moncone ombelicale

La cura del cordone ombelicale desta sempre qualche perplessità tra le mamme, soprattutto quando è ancora presente la pinzetta “cord-clamp”, che consente alla nascita di chiudere i vasi che collegano la placenta al neonato.

Basta curarlo in modo adeguato ed è tutto più semplice!

Come curare il moncone ombelicale

Quando il piccolo rientra a casa, papà e mamma possono eseguire tranquillamente il bagnetto, come del resto avviene in ospedale. L’unica cosa importante è al termine dell’immersione asciugare bene la zona ombelicale al fine di tenere la base del cordone asciutta.

Per mummificarsi (cioè asciugarsi) e cadere, il cordone può necessitare di un periodo che va dai 3 ai 10 giorni, ciò dipende da tanti fattori come per esempio la grandezza stessa del funicolo.

Per la cura è consigliato il lavaggio quotidiano con soluzione fisiologica, nei casi in cui si noti l’incremento delle secrezioni giallo-verdastre può essere utile sostituirlo con acqua ossigenata. Al termine del lavaggio asciugare e asportare le secrezioni con garza pulita e applicare un buon cicatrizzante a base di acido ialuronico e clorexidina su tutta l’inserzione del cordone.

Ripetere anche una seconda volta al giorno se si notano particolari secrezioni o la presenza di feci o urine in prossimità del funicolo.

Il cordone non va coperto con garze o bende, ciò aumenterebbe il rischio di infezioni.

Quando il funicolo essiccato si sarà distaccato continuare la medicazione per qualche giorno servirà a migliorare l’igiene e la cicatrizzazione dell’ombelico.

Quando dobbiamo sospettare un infezione

Se la cute circostante il moncone diventa rossa, gonfia e il neonato è suscettibile in quella zona, in caso di ritardo nel distacco del moncone  (oltre le quattro settimane di vita ) o in caso di febbre, potrebbe esserci un infezione.

In seguito alla caduta del moncone può formarsi sulla ferita un eccesso di tessuto di cicatrizzazione sovrabbondante che sporge esternamente; talvolta ricoperta da una secrezione di muco e sangue e la zona può apparire umida (GRANULOMA).

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Ostetrica ospedaliera, ha dedicato buona parte della propria attività professionale alla nascita e crescita dei corsi di accompagnamento alla nascita e al supporto empatico delle mamme nel post-partum. Convinta sostenitrice dell'allattamento al seno e della riscoperta di un parto più dolce ed intimo ha trovato nella propria esperienza personale, con i propri tre figli, una rinnovata spinta motivazionale. L'unione tra lo studio e la profonda esperienza di maternità ha dato il via ad un interesse sempre più crescente verso aspetti della professione in ambito infantile come il massaggio neonatale, l'autosvezzamento, la sensibilizzazione delle coppie sulla necessità di una genitorialità più consapevole e serena.

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