I denti dei neonati: quando cominciare a lavarli e come curarli

Quale mamma non si è chiesta come pulire i dentini del piccolo e quando cominciare. La domanda non è banale perché l’igiene orale va allenata il prima possibile. «Si dovrebbero lavare sin da quando spuntano, spiega Giuseppina Cannata, odontoiatra e specializzata in implantologia-, deve diventare un’abitudine e i bambini devono viverla come un gioco»

I denti dei neonati

Insomma spazzolare i denti dopo ogni pasto, non è una raccomandazione solo per adulti. Odontoiatri e pediatri consigliano di pulire i denti da quando spuntano o con uno spazzolino a setole morbide oppure proprio all’inizio con una garzina.

Quindi mamma e papà non devono pensare solo all’allattamento, allo svezzamento poi, ai primi passi e alle prime sillabe, ma devono impegnarsi ad abituare i bebè alla pulizia della dentatura da latte e mista.

Niente paura davanti a uno spazzolino, quell’ ”aggeggio” che i nostri figli vedono tra le nostre mani, guardandoci allo specchio incuriositi e un po’ sbalorditi, deve diventare un amico.

Dottoressa Cannata, quando bisognerebbe cominciare a lavare i denti ai bambini?

«L’ideale sarebbe iniziare a lavarli sin dall’eruzione nel cavo orale, ovvero da quando spuntano, inizialmente a opera dei genitori e poi lasciandolo fare ai bambini che più per gioco che per reale comprensione dell’atto stesso, tenderanno a emulare le manovre compiute preliminarmente da mamma o da papà».

Come far sì che sia per loro un gioco e poi un’abitudine?

«Il modo migliore è lasciar loro carta bianca…. in maniera che possano divertirsi con l’acqua e lo spazzolino, proponendone di volta in volta uno con il loro supereroe o eroina prediletti. E perché no? Stuzzicarli con i più tecnologici spazzolini elettrici per bambini».


Spazzolini elettrici per bambini



C’è una tecnica particolare per lavare bene i denti?

«Ovviamente si, anche se non è facilissimo per i più piccoli e per tale motivo è preferibile, finché non affinino la sensibilità tattile, l’uso dello spazzolino elettrico.

Poi passeranno alla metodica manuale volgarmente definita tecnica “dal rosso al bianco” che sta a indicare la direzione che deve compiere lo spazzolino dalla gengiva al dente con una rotazione del polso, sempre a bocca aperta e dedicandosi a una arcata per volta».

La carie dei denti da latte è l’infezione più comune fino a una certa età, come prevenirla?

«Partiamo dal presupposto che sicuramente esiste una correlazione di predisposizione genetica, però ci sono tre punti fondamentali da tener presente per combattere la carie.

La riduzione dell’assunzione di zuccheri raffinati associata a corrette e costanti manovre di igiene domiciliari, con periodiche visite di controllo odontoiatrico (dove lo specialista può occuparsi di manovre di igiene professionale, dare indicazioni per la somministrazione di fluoro e può, ove necessario procedere a una sigillatura dei solchi) rappresentano la triade del l’eccellenza della prevenzione delle lesioni cariose».

Quando si dovrebbe fare la prima visita dal dentista?

«Consiglierei intorno ai tre anni e da allora periodicamente ogni sei mesi, più per abituare il bimbo al concetto di prevenzione indolore che nel tentativo di effettuare attivamente manovre odontoiatriche.

Questo serve anche a creare ricordi positivi nel bambino che potranno essere utili nel prossimo futuro quando si richiederà necessario un possibile trattamento odontotecnico».

A che età la dentatura da latte è completa?

«Ogni bimbo ha le sue tempistiche, così come  per il linguaggio e la deambulazione. In termini puramente statistici diciamo che l’eruzione dei primi dentini di solito si data tra il terzo e il  settimo mese per ultimarsi tra il 24 esimo e il 30 esimo mese.

Ci sono eccezioni ben straordinarie, è il caso della comparsa nel cavo orale di dentini sin dalla nascita oppure la completa eruzione che può avvenire anche a 36 mesi».

I denti dei neonati

Quando cominciano a cadere i denti da latte?

«I primi dentini decidui, da latte, cadono intorno a sei anni, anche qui le tempistiche sono fortemente variabili; da attenzionare però che durante il medesimo periodo vi è l’eruzione del primo molare permanente (detto anche molare dei sei anni) che spunta posteriormente all’ultimo “molaretto” da latte ma che non sostituisce nessun dentino deciduo.

Ricordiamo infatti che in dentizione decidua, mancano i premolari di conseguenza la permuta dei molaretti da latte lascerà lo spazio ai premolari permanenti e l’eruzione dei molari permanenti non è preceduta da nessuna caduta di dentini da latte».

Alcuni problemi, come per esempio il bruxismo, quando potrebbero manifestarsi?

«In realtà si può manifestare in età molto precoce anche a tre o quattro anni ma, in questa fase, per considerarlo un vero o proprio disturbo occorre valutare il grado con cui interferisce con il sonno del bambino e da quanto si prolunghi nel tempo, ovvero quando continua a essere presente dopo i quattro anni.

In effetti digrignare i denti a due o tre anni non è assolutamente preoccupante in quanto siamo in presenza di una bocca in evoluzione e soprattutto il problema tende a scomparire quando si avrà la dentizione permanente».

Che i denti spuntino in alcuni bambini prima e in altri dopo cosa comporta per la dentizione del neonato?

«Assolutamente niente, ogni bambino ha i suoi tempi l’importante è che i dentini non si perdano a causa di lesioni cariose deostruenti prima del fisiologico tempo che madre natura destina a ogni bimbo perché questo, potrebbe comportare la perdita precoce dello spazio necessario per la crescita dei permanenti e la conseguente e obbligatoria necessità di un apparecchio ortodontico».


giuseppina-cannata odontoiatra

Intervista a: Giuseppina Cannata, Odontoiatra

Sono laureata in odontoiatria e protesi dentaria. Mi sono perfezionata in implantoprotesi a Bari, e ho conseguito il master di secondo livello all’Università di Pisa in chirurgia orale e d’urgenza odontostomatologica nel 2013. Sono mamma di Andrea che mi segue anche al lavoro.

Lucia Porracciolo
Lucia Porracciolo

Laureata in Scienze della comunicazione, fissata con il giornalismo e con i profumi. Da qualche anno mamma di Ester e di Clarissa. Dopo un’esperienza di stage a Tv 2000, e dopo aver lavorato per anni alle Acli a Roma, ho deciso di tornare in Sicilia. Nel 2012 mi sono trasferita a Palermo dove collaboro con Tele Giornale di Sicilia e Giornale di Sicilia. Qui ho conosciuto l'amore della mia vita, Sli, oggi mio marito. Papà stupendo. Quando si diventa genitori si scoprono le priorità della vita, il dono e la magia di vivere e far vivere.

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