I 5 falsi miti del sonno infantile, ecco come sfatarli

Non far dormire il bambino di pomeriggio per evitare che non dorma la notte è un errore. Questo è solo uno dei falsi miti sul sonno dei bambini. Dormire bene è importante per i genitori e per i figli

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Essere genitori è un compito estremamente difficile. Lo è sempre stato e lo è ancora di più nella società contemporanea. Siamo oggi “bombardati” da consigli contrastanti su tutti gli aspetti della salute del bambino.
Nel momento in cui il bambino viene al mondo, oltre a dover gestire le proprie emozioni da neo genitori, doversi riprendere da un evento impegnativo come il parto, ci si trova a ricevere molteplici “consigli”: “Dovresti fare cosi…”, “Fai questo”, “Prova quest’altro” da amici, parenti e passanti.
Tali consigli possono essere ben accetti e validi. Altri possono invece essere non richiesti e portare al risultato opposto a quello sperato.

Quando si tratta di sonno, la varietà e quantità di consigli si amplia ancor di più.
Il sonno è infatti un argomento di estremo interesse e delicatezza. Forse perché senza sonno di qualità non si vive bene. Il bisogno di recupero energetico a cui il sonno sopperisce è tanto forte nel caso di coloro che sono genitori quanto nel caso di altri adulti che non lo siano, con la differenza che il sonno del genitore dipende da quello del bambino. Se il bambino non dorme bene, anche il genitore non riposa bene.

Andiamo quindi a vedere quali sono i più comuni miti del sonno infantile e come sfatarli

1. Dormire troppo di giorno porterà il bambino a svegliarsi di più la notte
Si tratta piuttosto del contrario. Un sonno diurno di qualità permette al bambino di dormire bene e in modo più continuativo la notte. In quei casi in cui il bambino fa dei sonnellini sporadici o troppo brevi, subentra il fattore “eccessiva stanchezza”. L’eccessiva stanchezza comporta un aumento nei livelli di cortisolo, ormone che interferisce direttamente con i livelli di melatonina, l’ormone del sonno, andando ad abbassarli. Quando il bambino è eccessivamente stanco perché non ha dormito bene nelle ore
diurne tende a svegliarsi di più, e non di meno, la notte.
Fanno eccezione quei neonati che “hanno il giorno e la note scambiati”, come si dice in gergo. In quel caso, limitare le ore di sonno diurne per facilitare un adattamento dell’orologio biologico a un maggiore sonno notturno può aiutare.

2. Il sonno è un meccanismo naturale a cui il bambino si adatta autonomamente
Che il sonno sia un bisogno naturale nessuno lo mette in dubbio. Tanto è vero che anche il feto passa una buona parte della sua vita in utero in stato dormiente.
Tutti, adulti e bambini, ci svegliamo molteplici volte durante la notte e anche questo è naturale. Quello che non è vero è che per natura esistano bambini che hanno minori bisogni del sonno o che “non sono bravi a dormire”. I bambini hanno bisogno del nostro aiuto come genitori nell’acquisire delle abitudini del sonno sane. Sono infatti tali abitudini che permettono al bambino di avere un sonno notturno e
diurno che sia di qualità e in in linea con le linee guida sui bisogni del sonno per fascia di età. Si può quindi aiutare il bambino sul fronte sonno, cosi’ come lo si aiuta nell’introduzione dei cibi solidi, nell’acquisizione del linguaggio o di una qualsiasi competenza motoria, come camminare, rotolare, gattonare.

3. Luce di giorno e oscurità di notte nell’ambiente sonno
Nessuno, neanche gli adulti, dorme bene se c’e’ luce nell’ambiente sonno. Infatti la luce dà un segnale a livello cerebrale che è ora di svegliarsi.

L’ambiente sonno ideale dovrebbe essere buio al 100%. È tale oscurità infatti che permette il mantenimento di buoni livelli di melatonina e garantisce una nanna di qualità.  I bambini non dovrebbero avere paura del buio, a meno che non siano stati esposti a contenuto (film o libri) non adeguati alla loro età.
Se si ha un bambino dai due anni e mezzo in su che ha paura del buio, si può tenere accesa nella stanza una lucetta da notte di colore rosso o arancione.

4. Mettere il bambino a dormire tardi la sera per farlo dormire di più la notte
È assolutamente il contrario. Non a caso in quei paesi in cui si onora un orario della nanna presto, l’incidenza di problemi del sonno infantile è di gran lunga minore.
L’orario ideale per la nanna è presto, tra le 18.30 e le 20.00, a seconda dell’eta’ del bambino e delle abitudini della famiglia. È infatti in quella fascia oraria che il calar del sole e una generale diminuzione nella temperatura esterna comportano un aumento nella produzione di melatonina. L’incremento di melatonina permette al bambino di addormentarsi più velocemente e facilmente, con meno protesta, meno pianti, e di rimanere addormentato per un periodo più lungo di tempo la notte.

5. Non svegliare mai un bimbo che dorme
Dipende. In generale si, un bimbo che sta dormendo, sta gratificando un proprio bisogno del sonno e quindi non andrebbe svegliato, Però ci sono alcune eccezioni:
– I neonati nati prematuri hanno bisogno di mangiare più frequentemente la notte e quindi di potrebbe dover svegliarli per i pasti notturni;
– I neonati affetti da ittero tendono ad essere molto dormienti e bisogna assicurarsi che mangino e vengano idratati in modo opportuno;
– I bambini il cui ultimo sonnellino è troppo vicino all’orario della nanna serale. In quel caso per non compromettere l’addormentamento e la qualità del sonno notturno, si consiglia di svegliare il bambino dal sonnellino;
– Come citato nel punto 1, se il neonato tende a stare sveglio la notte e a dormire il giorno, è opportuno aiutarlo a invertire questa tendenza riducendo la quantità di sonno diurno.

Essendo il sonno importante per il bambino quanto una dieta ricca e varia, essere consapevoli di quali consigli sul sonno considerare validi e quali meno è un elemento chiave nel garantire una crescita sana per i nostri piccoli.

Eliana Bultrini Beeson
Eliana Bultrini Beeson

Sono una Consulente Pediatrica del Sonno, certificata con il metodo Sleep Sense™, e la prima e unica Consulente Sleep Sense™ in Italia. Sono specializzata in sonno infantile e lavoro con bambini dalle 7 settimane fino agli 8 anni di eta'. La mia passione e' aiutare le famiglie nel supportare i propri figli in quel percorso di crescita che li porta a dormire in modo sereno, sano ed indipendente. Non sono a favore di approcci generici e standardizzati al sonno infantile. Al contrario, ritengo che ogni bambino sia unico nella sua personalita' e nelle sue abitudini e necessita' del sonno. Il mio approccio al sonno e' infatti finalizzato a rispettare e onorare le individualita' del bambino. Lavoro a stretto contatto con i genitori per trovare il metodo che meglio si adatti al LORO BAMBINO e alla LORO FAMIGLIA.

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