La febbre nei bambini, quando e come intervenire?

La febbre nei bambini rappresenta un meccanismo fisiologico di difesa del nostro organismo, anche se preoccupa e spaventa tutti i genitori.

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Per rispondere alla domanda su quando e come sia giusto intervenirne in caso di febbre mi baso sulle recentissime indicazioni (2015) della Società Italiana di Pediatria “Gestione del segno/sintomo febbre in Pediatria”, che seguono quelle inglesi del National Institute for Health and Care Excellence del 2013 e quelle americane dell’American Academy of Pediatrics  del 2011.

Tutte e tre le società scientifiche concordano sul fatto che la febbre nei bambini di per se non è pericolosa, e che siano le infezioni che si nascondono dietro questo sintomo a rappresentare un pericolo per la salute perché possono dare delle complicazioni.

Quando la febbre nei bambini deve preoccuparvi?

Si consiglia estrema cautela in caso di febbre maggiore di 38°C  nei lattanti con età minore ai 3 mesi  e nei casi di febbre maggiore di 39°C nei lattanti dai 3 ai 6 mesi.

Ma se la febbre non è dannosa di per sé perché si ricorre agli antipiretici?

Gli antipiretici si usano per ridurre i sintomi che accompagnano la febbre nei bambini, come lo stato di sofferenza, i dolori, l’inappetenza e l’insonnia.

Nei bambini con precedenti convulsioni febbrili si usa l’antipiretico per prevenire eventuali recidive, anche se non ci sono conferme che questo farmaco le prevenga.

La febbre potrebbe essere vantaggiosa per il bambino?

La febbre rappresenta, nella maggior parte dei casi, una risposta del sistema immunitario  per aiutare l’organismo a tornare in salute: la maggior parte dei patogeni, infatti,  non si moltiplicano a temperature superiori a 37°C e alcuni meccanismi di difesa dell’uomo funzionano meglio quando la temperatura corporea aumenta.

 Per questo motivo consiglio sempre ai genitori di non intervenire immediatamente con gli antipiretici se il bambino non è sofferente. 

 




Quali antipiretici sono consigliati per uso pediatrico?

Sono due i farmaci consigliati per uso pediatrico: il paracetamolo e l’ibuprofene. Sembra che l’ibuprofene sia lievemente più efficace e che il suo effetto duri più a lungo rispetto al paracetamolo. Tuttavia questa differenza tra i due farmaci si basa sulla dose somministrata e sulla risposta individuale al principio attivo.

Come  usare gli antipiretici quando un bambino ha la febbre?

  • Somministra il farmaco solo fino a che il bambino presenta uno stato di sofferenza;
  • Non somministrare i due farmaci antipiretici contemporaneamente;
  • Alterna i due farmaci quando lo stato di sofferenza persiste o se la febbre si ripresenta prima dell’orario previsto per la somministrazione della dose successiva di farmaco.

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Cosa dobbiamo ricordare quando siamo di fronte ad un bambino con la febbre?

 Tre cose importanti

  • La febbre è solo un sintomo e non una malattia.
  • Il suo valore elevato da solo non indica la gravità della malattia.
  • L’abbassamento della temperatura sotto i 37° dopo la somministrazione del antipiretico non indica l’assenza di malattia se non è accompagnata da chiaro miglioramento delle condizioni del bambino.

Il  pediatra valuterà la necessità di approfondimento nel caso di un episodio febbrile in un bambino di età minore di 5 anni in base a precisi indicatori clinici di rischio.

Iwona Kazmierska
Iwona Kazmierska

Dott.ssa Iwona Kazmierska Pediatra, neonatologo presso UTIN dell’Ospedale Buccheri la Ferla, Palermo Fondatrice della Banca del Latte Umano Donato di Palermo IBCLC Formatore della Rete Italiana Formatori Allattamento Materno Valutatore UNICEF “ Insieme per l’Allattamento: Ospedali & Comunità Amici dei Bambini uniti per la protezione, promozione e sostegno dell’allattamento materno”

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