La musica sviluppa l’intelligenza del neonato

Assecondare la ricettività e l’innata curiosità nei bambini piccoli fa benissimo. Proprio come ascoltare musica di ogni genere insieme ai genitori. Recenti studi confermano che l’ascolto della musica nei neonati contribuisce a sviluppare la loro intelligenza

L’attitudine, la propensione verso la musica stessa, rappresenta uno speciale e intimo momento di condivisione con mamma e papà, e non solo. Nei bambini piccoli, la grande capacità tipica dei primi anni di vita di assorbire e imparare, dovuta all’altissimo numero di connessioni sinaptiche nel cervello, merita di essere sfruttata anche nel campo musicale. Dal punto di vista cognitivo, la musica aiuta il bambino a sviluppare proprie capacità di ascolto e osservazione, ad accrescere la propria immaginazione e creatività, ad aumentare le capacità di concentrazione e attenzione e ad esercitare la memoria. Una progressiva e corretta esposizione alla musica, nel tempo, non solo dona benessere e serenità al bambino, ma lo predispone maggiormente allo sviluppo del linguaggio anche verbale, e più in generale all’apprendimento.




Neonati e musica, le ricerche scientifiche

Le ricerche scientifiche dimostrano che le esperienze nei primi anni di vita sono fondamentali per un ottimale sviluppo complessivo delle bambine e dei bambini. La musica è una buona pratica che, se attuata precocemente e con continuità, sostiene la crescita dei bambini. Ricerche effettuate su neonati in Ungheria e nei Paesi Bassi, stabiliscono, per esempio, che il senso del ritmo è una caratteristica intrinseca del cervello umano.

Durante le diverse fasi degli esperimenti, i bambini di due o tre giorni di vita hanno ascoltato musica in cuffia mentre erano addormentati. Contemporaneamente venivano misurate le loro risposte encefaliche. Lo studio ha evidenziato la dote innata del cervello umano di reagire alla ritmica musicale, individuando le battute in sequenze sonore ritmiche, percependo le variazioni e in molti casi arrivando ad anticipare le note. Questo è molto importante non solo in termini artistici e musicali.

Il senso del ritmo è infatti una componente fondamentale, per esempio, anche nel dialogo: è grazie a esso che si partecipa con i tempi giusti ad una conversazione. L’allenamento di questa capacità, assume quindi in quest’ottica una valenza ancora maggiore: una progressiva e corretta esposizione alla musica non solo dona benessere e serenità al bambino, ma lo predispone maggiormente allo sviluppo del linguaggio anche verbale, e più in generale all’apprendimento.




Per i neonati, mai volume alto

La reazione allo stimolo musicale, così come può essere positiva, rischia anche, se lo stimolo è inadeguato, di essere negativa. L’intensità sonora eccessiva può infatti far riportare delle conseguenze serie all’udito dei neonati, in certi casi anche traumatiche. Moderare quindi in volume è dunque la prima regola da seguire quando si ha a che fare con bambini molto piccoli. Così come tutto l’apparato del piccolo, anche quello uditivo nei neonati è estremamente delicato.

Il potere del suono e della musica è notevole: ritmi troppo martellanti o pressanti possono infatti far aumentare l’agitazione, l’eccitazione, l’inquietudine e perfino il battito cardiaco. I consigli degli esperti sono quelli di far giocare i bambini, fin da piccolissimi, con strumenti musicali, di far canticchiare canzoncine e far ascoltare molta musica, iniziando dai brani più adatti e spaziando poi al rock e al pop.

Il volume è molto importate per rispettare l’udito del bambino: può accadere che accedendo la musica il bambino si spaventi, ma è solo il primo impatto che eventualmente potrebbe risultare un po’ complicato. Sarebbe utile osservarlo, e decidere insieme a lui il volume giusto. Per quanto riguarda il momento migliore, ascoltare musica alla sera aiuta i bambini a rilassarsi, è una buona pratica per accompagnarli al sonno. Durante il giorno si può ascoltare musica in ogni momento, senza escludere anche i brani movimentati. Seguire i loro ritmi e lasciarli muovere da soli, senza contribuire artificiosamente. Va bene prendere in braccio il bambino e ballare, oppure lasciarlo sdraiato: sarà lui, in totale autonomia, a esplorare il movimento.




Musica e neonati, suggerimenti per i genitori

La musica per neonati è uno strumento utile per i neo genitori, soprattutto per far rilassare il bambino prima della nanna serale o del riposino pomeridiano.
Nei primi mesi di vita la musica rappresenta un momento importante nel quale si rafforza anche il rapporto intimo tra l’adulto e il neonato: a livello relazionale ascoltare e fare musica in famiglia, giocando con la voce, con gli oggetti quotidiani che producono suoni, cantare filastrocche e inventarne di nuove rafforza il legame affettivo tra adulto e bambino ed è fonte di benessere.

Ascoltare una musica tranquilla anche durante l’allattamento può rilassare sia la mamma che il bebè, favorendo una migliore assimilazione del latte e la digestione stessa. Da suggerire, musiche rilassanti e tranquille, con suoni dolci; anche le sonorità che riproducono i suoni della natura, leggeri ed armoniosi, che mescolati insieme producono un effetto relax. In genere si parla di musica classica, che ha il potere di rilassare, di stimolare la creatività e mettere in contatto con il mondo.

Il neonato ha una naturale attrazione per la musica, purché pacata, ritmica e a volume moderato. Già tre mesi prima della nascita il bambino inizia a percepire i suoni, reagisce a stimoli sonori e, una volta nato, mostra di riconoscere i brani che la mamma ascoltava e cantava in gravidanza. Al momento della nascita ogni bambino ha in dotazione tutti i neuroni necessari, ma pochissimi sono collegati fra di loro. Più un bambino viene stimolato dall’ambiente esterno, più aumentano i collegamenti tra i neuroni a tutto vantaggio della sua intelligenza. Sono proprio le esperienze dell’infanzia che compiono questo processo. Un ciclo vitale e musicale che inizia all’interno della pancia della mamma e si conclude attraverso l’apprendimento.

Floriana Lo Bue
Floriana Lo Bue

Classe '89, una laurea in comunicazione e una in Relazioni internazionali, durante gli studi trascorro il mio tempo tra Verona, Milano e gli States. Innamorata di Palermo, decido di tornare in Sicilia e dedicarmi alle mie più grandi passioni: il giornalismo e il mondo del turismo. Prossima al lancio di un'attività ricettiva, nel tempo libero amo viaggiare, dedicarmi agli affetti e divorare libri.

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