Lavare le mani previene alcune malattie

Lavare bene le mani previene la trasmissione di germi. Lavare le mani al momento opportuno aiuta a evitare malattie parainfluenzali, virosi intestinali e l’epatite virale di tipo A. È importante che i bambini sappiano come fare

Lavare le mani previene alcune malattie

Lavare le mani è per gli adulti un gesto quotidiano immediato e a volte scontato. Lavarsi le mani è la prima difesa contro la trasmissione di microbi. Durante il giorno si raccolgono germi e batteri nei luoghi che frequentiamo come a scuola, al lavoro, sui mezzi pubblici, al parco giochi. È quindi fondamentale una corretta educazione a questo gesto nei bambini, che spesso lo ignorano o che non eseguono nel modo giusto. Alcuni studi americani, per esempio, hanno dimostrato che la sola “promozione” del lavaggio delle mani in alcuni asili è riuscita a ridurre in modo significativo il numero delle infezioni respiratorie nei bambini. Abbiamo intervistato Iole Dardi, infermiera dell’azienda ospedaliera di Padova

Lavare le mani, un semplice gesto ma che va fatto con le giuste precauzioni. Perché?

«Il lavaggio delle mani è la principale misura per prevenire la trasmissione di germi. La pelle ospita in condizioni normali fino ad un milione di germi per centimetro quadro. Di questi, buona parte sono microrganismi così detti residenti e competitivi nei confronti di quelli patogeni, nel senso che ne impediscono la crescita. Ad essi si aggiungono germi transitori, che possono essere il veicolo di malattie.

Durante la giornata, infatti, veniamo in contatto con oggetti, alimenti, animali che possono essere il veicolo di germi potenzialmente patogeni.  Anche se la maggior parte di questi germi è innocua, alcuni possono essere la causa di malattie che, nei paesi dove le condizioni igieniche e alimentari sono particolarmente carenti, rappresentano le prime cause di morte soprattutto tra i bambini (colera, salmonellosi, ascaridiasi…). Nei paesi industrializzati, lavarsi le mani limita la diffusione dell’influenza e delle malattie parainfluenzali, delle virosi intestinali e, in alcune aree, dell’epatite virale di tipo A.

Il lavaggio frequente delle mani rappresenta quindi una semplice ed economica forma di prevenzione, come ormai ufficialmente riconosciuto e sostenuto. Alcuni studi americani, per esempio, hanno dimostrato che la sola “promozione” del lavaggio delle mani in alcuni asili è riuscita a ridurre in modo significativo il numero delle infezioni respiratorie nei bambini».

Quante volte al giorno vanno lavate le mani?

«Generalmente, le situazioni che ci obbligano a lavare le mani sono:

  • prima di cucinare e mangiare;
  • dopo aver toccato cibi crudi (soprattutto carne);
  • dopo essere andati in bagno o aver cambiato il pannolino ai bambini;
  • dopo il giardinaggio;
  • dopo aver toccato animali;
  • prima di mettere o togliere le lenti a contatto;
  • dopo aver frequentato luoghi pubblici.

Durante il periodo universitario e del tirocinio formativo all’interno delle sale ospedaliere, il mio tutor ci spiegava un modo divertente per capire quanto tempo dedicare al lavaggio delle mani. Ci chiedeva di cantare, in mente, la canzone “Tanti auguri a te” dall’inizio alla fine. Provate a insegnarlo ai bambini: un modo divertente per imparare volentieri a lavre le mani bene».

Come lavare le mani?

«Solitamente, per educare i bambini a lavare nel miglior modo possibile le mani, si consigliano i seguenti passaggi:

  • Bagna le mani e applica il sapone.
  • Sfrega i palmi l’uno contro l’altro finché il sapone non fa bolle.
  • Sfrega ogni palmo contro il dorso dell’altra mano.
  • Sfrega bene lo spazio tra un dito e l’altro.
  • Sfrega anche il retro delle dita.
  • Pulisci con cura tutti i polpastrelli.
  • Sfrega entrambi i palmi con la punta delle dita.
  • Risciacqua con acqua corrente.
  • Asciuga con un asciugamano pulito.

Lavare le mani è un gesto fondamentale nell’educazione dei bambini e non solo: è tutela della salute personale e delle persone che abbiamo intorno».

Floriana Lo Bue
Floriana Lo Bue

Classe '89, una laurea in comunicazione e una in Relazioni internazionali, durante gli studi trascorro il mio tempo tra Verona, Milano e gli States. Innamorata di Palermo, decido di tornare in Sicilia e dedicarmi alle mie più grandi passioni: il giornalismo e il mondo del turismo. Prossima al lancio di un'attività ricettiva, nel tempo libero amo viaggiare, dedicarmi agli affetti e divorare libri.

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