Paralisi cerebrale infantile: l’aiuto dalle cellule staminali cordonali

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Paralisi cerebrale infantile: i casi di successo con il trattamento delle staminali cordonali
Paralisi cerebrale infantile: i casi di successo con il trattamento delle staminali cordonali

Le cellule staminali del cordone ombelicale sono una risorsa preziosa nel trattamento di diverse patologie, come la paralisi cerebrale infantile. L’impiego di queste cellule è permesso dal Decreto Ministeriale del 18 Novembre 2018 e numerosi studi hanno mostrato l’efficacia del sangue cordonale nel trattamento di questa malattia

L’espressione “paralisi cerebrale infantile” (abbreviata PCI), indica un insieme di disturbi neurologi persistenti. Questi colpiscono soprattutto la postura e la capacità di muoversi in autonomia. Le cause vanno cercate in una lesione del sistema nervoso centrale, che può essere provocata da malattie genetiche, emboli, emorragie e mancanza di ossigeno al sistema nervoso centrale. La paralisi cerebrale infantile si manifesta nei primi anni di vita del bambino e solo in Italia colpisce circa 2-3 bambini su 1.000 nuovi nati. Inoltre, ogni anno sono circa 1.000 i bambini che sviluppano la patologia 1,2.

L’applicazione delle cellule staminali cordonali per il trattamento della PCI risale al 2009. Il professor A. Jensen dell’Università di Ruhr effettuò un trapianto autologo su un bambino (cioè le cellule staminali provenivano dal suo stesso cordone), che aveva subito delle lesioni cerebrali in seguito a un arresto cardiaco. In combinazione con la terapia riabilitativa, le cellule staminali hanno permesso un progressivo miglioramento nello sviluppo psicomotorio del bambino 3.

Un altro caso di successo risale al 2011, negli Stati Uniti. Una bambina di due anni, in cura presso il dipartimento di pediatria Blood and Marrow Transplant del Medical Center della Duke University, ricevette le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale del fratello. Nel 2013, invece, ci fu il primo caso italiano. La piccola Adriana, di soli tre anni, ricevette un doppio trapianto di cellule staminali cordonali. Le cellule erano le sue ed erano state conservate privatamente. Oggi Adriana è una bambina con uno sviluppo cognitivo normale 4.

Dati i tanti successi, la Duke University ha fatto partire un trial clinico di fase II chiamato “Expanded access: umbilical Cord Blood Infusions for Children With Brain Injuries”. Coinvolgerà oltre 1.000 pazienti5,6 e, si spera, aiuterà a comprendere quanto sia importante conservare le cellule staminali del cordone.

In Italia il 98% dei cordoni ombelicali finisce tra i rifiuti speciali. Uno spreco, se si considerano le tante applicazioni possibili. Sono più di 20 anni che i medici usano il sangue cordonale e le cellule in esso contenute per il trattamento dei tumori del sangue, ma ci sono molti altri trattamenti possibili. Tra questi ci sono talassemia, deficit del sistema immunitario, malattie metaboliche, linfoma e leucemia. Inoltre, i ricercatori stanno studiando applicazioni anche in altre malattie di tipo neurologico e nella medicina rigenerativa.

In Italia Sorgente Srl, è la società Leader nella conservazione delle cellule staminali da sangue e tessuto cordonale. Per maggiori informazioni riguardo la conservazione delle staminali cordonali: www.sorgente.com

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Tutto è iniziato nel 2009, quando i fondatori della società, tra cui l’attuale amministratore, Roberto, decisero di offrire alle famiglie il miglior servizio di conservazione cellule staminali del cordone ombelicale disponibile in Europa. Questo servizio è stato arricchito da un elevato livello di attenzione al cliente, impostato e migliorato negli anni fino a diventare, secondo i pareri delle famiglie che ci hanno scelto, un caso di eccellenza del settore delle staminali e dei servizi della salute più in generale. Infatti, grazie alla qualità della biobanca e agli elevati standard di servizio offerto, Sorgente è oggi considerata leader in Italia nella conservazione delle staminali cordonali.

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