Risvegli notturni per fame, i campanelli d’allarme…

I risvegli notturni causati dalla fame nei neonati sono assolutamente normali e fisiologici. Il latte artificiale non contribuisce a un sonno continuativo e duraturo del piccolo. Riconoscere se i risvegli sono per fame e o per un sonno disturbato è importante 

Risvegli notturni per fame, i campanelli d'allarme...

Essere genitori implica molte responsabilità. Una di queste responsabilità è che i nostri
figli siano ben nutriti.

Tale responsabilità si deve a un bisogno primario da parte della mamma della
continuazione del rapporto simbiotico con il bambino nella vita extra uterina e ad un
bisogno evoluzionistico di continuazione della specie umana.

I risvegli notturni causati dalla fame nei neonati nella fascia di età 0-3 mesi sono
assolutamente normali e fisiologici. I neonati hanno uno stomaco piccolo, hanno bisogno
di mangiare frequentemente e di essere confortati altrettanto frequentemente. Lo stesso
vale per i bambini di età maggiore ai 3 mesi che siano nati prematuri o che crescano di pochi grammi al mese.

La situazione si può complicare con quei bambini che non appartengono alle categorie
sopra citate, per i quali è difficile comprendere se il risveglio notturno può essere dovuto
alla fame oppure no. È importante anche sottolineare che, contrariamente a quanto spesso si crede, il latte artificiale non garantisce al bambino un sonno più continuativo. Il latte artificiale ha infatti un periodo di digestione soltanto più lento rispetto al latte materno. Pertanto, l’interruzione dell’allattamento a favore dell’introduzione del latte artificiale con lo scopo di far dormire il bambino meglio la notte non comporta in realtà alcun beneficio.


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Come riconoscere se il bambino ha fame di notte

Andiamo quindi a vedere dei consigli pratici su come riconoscere se il bambino potrebbe
avere fame quando si sveglia la notte. Bisogna evidenziare che ogni bambino è unico e che
particolari condizioni mediche, problemi di salute o nascita prematura possono
impattare la validità e applicabilità di queste linee guida generali.

Il bambino ha più di 6 mesi?

Fino a circa il sesto mese di età i bambini hanno generalmente bisogno di almeno una
poppata notturna. Lo stomaco del bambino è infatti di dimensioni ancora ridotte, spesso
non si è iniziato ancora lo svezzamento e il latte, sia materno che artificiale, si digerisce
relativamente velocemente, quindi c’è una buona probabilità che almeno un risveglio notturno, due, possano  essere dovuti alla fame.

Chiaramente non si vuole generalizzare. Ci sono bambini il cui sviluppo cognitivo e la cui
crescita li portano a dormire tutta la notte senza pasti notturni prima dei 6 mesi e ci sono
bambini che mantengono la poppata notturna oltre i 6 mesi.

Quanto mangia il bambino durante le ore diurne?

Quando il bambino arriva a dormire tutta la notte senza bisogno di poppate, è importante
assicurarsi che ci sia un adeguato apporto calorico durante il giorno affinché il sonno
notturno su base continuativa si consolidi nel tempo. La riduzione delle calorie notturne
dovrà quindi essere controbilanciata durante le ore diurne, magari offrendo il seno più
spesso.

È importante anche sottolineare che qualora il bambino non abbia raggiunto i 6 mesi di
vita o sia nato prematuro o abbia una crescita non regolare, è utile consultare il
pediatra o medico di riferimento prima di pensare a diminuire le poppate notturne.


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Quanto velocemente si addormenta il bambino dopo una poppata notturna?

Se il bambino ha 4 mesi o più e mangia ogni una o due ore, facendo poppate brevi, tra i 5 e i 7 minuti, per poi riaddormentarsi immediatamente e questo accade frequentemente nel
corso della nottata, questo tipo di comportamento può essere un segnale del fatto che il
bambino si stia attaccando al seno. In termini generali, un bambino che ha fame dovrebbe fare una poppata piena, di circa 10 minuti per neonati di più 4 mesi e anche più lunga nella fascia di età 0-3 mesi.

Quanto a lungo dorme il bambino dopo le poppate notturne?

Nei casi in cui il bambino fa una poppata di buona qualità che sia di latte materno o
artificiale fa pochissima differenza, dovrebbe riuscire a dormire per circa 3-4 ore senza
aver necessità di mangiare di nuovo (fatta eccezione per gli scatti di crescita). Intorno ai 4
mesi i cicli del sonno del bambino maturano per diventare della durata di circa 45 minuti, un’ora ciascuno.

Se il bambino si sveglia dopo 1 o 2 cicli del sonno da quando ha fatto la
poppata ci sono buone probabilità che non si tratti di fame ma piuttosto di una mancanza
di competenze del sonno sane che gli permettano di transitare da un ciclo del sonno
all’altro autonomamente, senza bisogno di ricorrere alla suzione come supporto esterno
del sonno.

Discernere se un risveglio notturno può essere causato dalla fame o meno è sicuramente
una questione complicata. Il bambino spesso si sveglia anche perché vuole il contatto con mamma e papà. Una corretta nutrizione è importantissima per garantire al
bambino una crescita sana ma altrettanto lo è un sonno di qualità. Il dilemma sorge nel
mezzo della notte quando si cerca di bilanciare l’importanza dei due fattori.
I consigli condivisi in questo articolo sono volti a trovare un giusto equilibrio tra questi due elementi così importanti per la crescita sana del bambino: nutrizione e sonno.

Eliana Bultrini Beeson
Eliana Bultrini Beeson

Sono una Consulente Pediatrica del Sonno, certificata con il metodo Sleep Sense™, e la prima e unica Consulente Sleep Sense™ in Italia. Sono specializzata in sonno infantile e lavoro con bambini dalle 7 settimane fino agli 8 anni di eta'. La mia passione e' aiutare le famiglie nel supportare i propri figli in quel percorso di crescita che li porta a dormire in modo sereno, sano ed indipendente. Non sono a favore di approcci generici e standardizzati al sonno infantile. Al contrario, ritengo che ogni bambino sia unico nella sua personalita' e nelle sue abitudini e necessita' del sonno. Il mio approccio al sonno e' infatti finalizzato a rispettare e onorare le individualita' del bambino. Lavoro a stretto contatto con i genitori per trovare il metodo che meglio si adatti al LORO BAMBINO e alla LORO FAMIGLIA.

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