Spannolinamento: come levare il pannolino al tuo bambino

In estate, uno dei principali obiettivi per le mamme è accompagnare il proprio bimbo ad abbandonare il pannolino. Cosa deve guidare il genitore nel momento delicato dello spannolinamento?

spannolinamento

L’ascolto del proprio bimbo per abbandonare dolcemente il pannolino

Negli anni l’approccio allo spannnolinamento è notevolmente cambiato: se un tempo si toglieva il pannolino entro il primo anno di vita, adesso la comodità dei pannolini usa e getta ha notevolmente posticipato il “tempo dell’addio al pannolino”.


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Levare il pannolino, per il bene del genitore o del bimbo?

La prima domanda da porsi è: cosa mi spinge a intraprendere questo percorso?
Credo che il mio bimbo sia pronto o lo faccio per assecondare un mio desiderio?

E’ fondamentale centrare l’attenzione sul bimbo e chiedersi se è arrivato il momento opportuno per lui: solo così questo passaggio potrà essere dolce e non traumatico.

Ogni genitore deve soffermarsi sul PROPRIO bimbo: non esistono tecniche o leggi universali per tutti, ogni bimbo è un universo a sé.

Per questo, è bene cominciare l’abbandono del pannolino sapendo che il modo e i tempi con cui tutto ciò avverrà non saranno necessariamente gli stessi di quelli di amici e parenti.

Porre l’attenzione sul proprio bimbo è il presupposto dello spannolinamento: chiedersi come il bimbo si adatta alle situazioni nuove, domandarsi quanta energia mette nelle attività, osservare l’approccio che ha alle novità, avere chiari i tratti della sua personalità. In questo modo si eviterà di sovraccaricare il piccolo di aspettative, rispettando i suoi tempi fisiologici e accogliendo il suo modo di essere.




A che età iniziare lo spannolinamento?

A guidare pertanto l’inizio dello spannolinamento non sarà l’età anagrafica del bimbo, ma il grado di prontezza del bimbo stesso.

Indici di prontezza possono essere i seguenti:

  • Il mio bimbo rimane asciutto per diverse ore (2-3 ore)
  • si sveglia asciutto dai sonnellini pomeridiani
  • verbalizza o fa intendere il proprio bisogno di fare pipì o cacca
  • è in grado di raggiungere con autonomia il vasino
  • mostra segni autonomia (ad esempio, si veste autonomamente)
  • segue alcune mie indicazioni (ad esempio, se richiesto, sistema i giochi dentro una cesta)

Riconoscere tali segnali ci guida verso quelli che vengono chiamati “metodi indipendenti di educazione al vasino”. Tali “metodi” (che sarebbe meglio chiamare strategie) è importante che vengano integrati con quelli che vengono definiti “metodi assistiti di educazione al vasino”, nei quali rientrano tutte quelle strategie che servono a preparare il bimbo a questo momento.


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Come “preparare all’educazione al vasino”?

Preparare il bimbo a quello che sarà il momento dello spannolinamento vero e proprio è fondamentale: permette al bimbo di familiarizzare con i propri bisogni fisiologici, imparando ad ascoltare precocemente lo stimolo della defecazione e della minzione.
Sin dai primi mesi di vita, è bene che il genitore parli al bimbo con una terminologia appropriata: ogni volta che si cambia il pannolino, raccontare al bimbo ciò che si sta facendo, permettendogli di familiarizzare con termini quali asciutto/bagnato sporco/pulito cacca/pipì.
I bimbi, sin da piccoli, lanciano dei segnali attraverso i quali comunicano la defecazione o la minzione (brivido sulla pelle, sforzo, cambiamento nel colorito del viso, emissione di suoni). Se la mamma osserva attentamente il proprio bimbo, può essere in grado di riconoscere tali segnali.

Una valida strategia per preparare allo spannolinamento può essere quella di provare a posizionare il bimbo sul water o sul lavandino ogni volta che ci si accorge di tali segnali: il piccolo riconoscerà come familiare fare pipì e cacca al di fuori del proprio pannolino (approfondimento: elimination communication).

Alcuni bimbi tendono ad avere dei ritmi fisiologici prevedibili, facendo pipì e cacca più o meno sempre negli stessi momenti della giornata. Tale prevedibilità può permettere al genitore di proporre il vasino o posizionare il bimbo direttamente su esso o sul water (se il bimbo è piccolino) ogni volta si prevede che il bimbo debba fare pipì o cacca.




Cosa usare per togliere il pannolino?

In commercio, ci sono varie proposte, ma basta veramente poco per iniziare

Vasino: è bene sceglierne uno semplice.
Ha il vantaggio di essere facilmente accessibile al bimbo, però il passaggio al water può rappresentare un ulteriore momento di “difficile transizione”.

Riduttore: deve dare al bimbo una certa stabilità e sicurezza.
Ha il vantaggio di rappresentare direttamente il “posto definitivo”, però non è facilmente accessibile. Può essere utile posizionare nelle vicinanze una piccola pedana, così da permettere al bimbo di accedere al water col riduttore.

Mutandine in cotone: procurarsi un certo numero di mutandine per eventuali cambi in caso di incidenti.

Rilegare il “libro del vasino”: può essere utile preparare un libro che renda più interessante stare sul vasino o sul riduttore. Il libro può essere, inoltre, un modo per aiutare il bimbo a interpretare i propri segnali e a comprendere in maniera divertente la defecazione e la minzione.

Estate = spannolinamento?

A questo punto risulta chiaro come l’estate non debba essere necessariamente l’unico momento in cui iniziare lo spannolinamento. A guidare deve essere il bimbo: trattandosi di un processo incentrato su di lui, la scelta del momento non può che essere fondata su un ascolto e un’osservazione del bimbo stesso. In fondo, come per ogni cosa, sarà lui stesso a guidare il genitore!

Rossella Russo
Rossella Russo

Passione, dono, accoglienza, ascolto, rispetto, sostegno, accompagnamento e amore: essere ostetrica è per me, prima di tutto, una missione. Ho conseguito la laurea in Ostetricia e ho deciso di frequentare un Master a Modena in “Autonomia dell’ostetrica nella gestione di gravidanza, parto e puerperio a basso rischio”, che mi ha permesso di confrontarmi con la nascita già in Emilia Romagna. Ho deciso di intraprendere questa professione da libera professionista per ridare alla figura dell’ostetrica il suo profondo e reale ruolo di custode della nascita. Dopo il primo periodo trascorso lontano da casa ho sentito il bisogno di portare il mio sostegno alle famiglie della mia Terra e sono tornata a Palermo. Poiché credo molto nell’importanza dell’esercizio fisico in tutti i momenti della gravidanza e nel post parto ho affinato la mia formazione conseguendo il titolo di insegnante di acquamotricista pre e post natale e di massaggiatrice certificata infantile A.I.M.I. Sono attualmente in formazione presso il Movimento Internazionale del Parto Attivo (MIPA) per conseguire il titolo di educatrice perinatale. Svolgo il mio lavoro da libera professionista a livello territoriale, avendo cura di entrare, con silenzioso rispetto, nelle case e nei cuori delle mamme che decidono di avermi al proprio fianco. Credo fortemente nella centralità della donna nell’evento nascita e le sostengo affinché possano scoprirsi nella propria istintiva bellezza. La collaborazione con Professione Genitori è un’ulteriore strumento per promuovere il benessere globale della famiglia, rispettando la naturalità di ogni processo e stimolando la piena e profonda consapevolezza dell’essere donna, attraverso la divulgazione di informazioni corrette.

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