Corso preparto? Come ci si “prepara” alla nascita?

Quando si parla di corso preparto, si pensa che il fine principale sia quello di acquisire informazioni e tecniche così da sapere cosa fare o non fare durante il parto stesso, con lo scopo di divenire la “partoriente perfetta” e vivere il “parto perfetto”.

Il termine “preparare” deriva etimologicamente dal latino “prae” (prima) e “parare” (allestire) e prepararsi all’evento nascita presuppone un vero e proprio allestimento: predisporre quanto è necessario perché quel momento possa essere vissuto nella pienezza.

Ecco che pensare di “imparare” ad essere brave partorienti diventa un obiettivo altamente riduttivo, che dà illusioni spesso disattese.

Nessun operatore può avere la pretesa di insegnare qualcosa alla partoriente e nessuna donna dovrebbe pensare di vivere il parto come un esame da affrontare, durante il quale le verrà richiesto di essere “brava”.

Molto spesso si sottovaluta l’importanza di seguire un percorso di accompagnamento alla nascita, proprio perché si sconosce il potenziale che un percorso, se ben strutturato, può avere nella vita dei futuri dei genitori e del bambino.




Cos’è il percorso nascita

La gravidanza, il parto, la cura del proprio bimbo sono eventi che sconvolgono la vita di una donna, di un uomo e della coppia: trasformazioni fisiche, emotive, relazionali, che fanno dell’accudimento del proprio bimbo uno dei momenti più belli, ma anche difficili nella vita di una persona.

Molto spesso, quando si parla di percorso nascita, si pensa esclusivamente al momento del parto in sé: in realtà, col termine nascita si intende un lungo periodo che dura almeno 18 mesi e che va dal concepimento alla prima autonomia del bambino.

Ecco che la preparazione alla nascita non può fornire solo gli strumenti finalizzati al parto, ma deve accompagnare i genitori in questa lunga fase di adattamenti, cambiamenti, rivoluzioni.

Vivere il cambiamento

Tutti i più grandi cambiamenti mettono a dura prova la vita di un individuo e la nascita è tra questi momenti di profonda rivoluzione: accogliere l’arrivo di un figlio è un momento di transizione, di passaggio verso l’ignoto, di adattamento, di perdita di controllo del proprio stile di vita, di ansia e di nuove emozioni: in questo contesto, diviene fondamentale la preparazione, attraverso la quale possiamo  sistemare tutti quegli strumenti utili a vivere questo momento che, seppur bello, è sconvolgente.

Prepararsi alla nascita significa, quindi, per un genitore prepararsi al cambiamento, conoscendo, informandosi, condividendo, confrontandosi e mettendosi in discussione.

Ecco che, in questo contesto, il principale obiettivo di un corso è quello di sostenere i genitori in questo lungo viaggio di cambiamenti e di adattamenti, accompagnandoli a trovare in sé gli strumenti più idonei per accogliere la nuova vita e per riorganizzarsi, fisicamente ed emotivamente.




Cosa dicono le evidenze scientifiche

Numerosi studi dimostrano come l’aver partecipato a corsi di accompagnamento alla nascita abbia delle ripercussioni a breve e lungo termine nell’evento nascita.

Le donne che frequentano i corsi:

  • sono a minor rischio di incorrere in un cesareo
  • ricorrono meno frequentemente alla partoanalgesia, utilizzando metodi naturali di contenimento del dolore (massaggi, movimento, posizioni libere, acqua, utilizzo della voce)
  • fanno una scelta più consapevole del luogo del parto
  • allattano al seno, esclusivamente, e per più tempo
  • hanno un minor rischio di incorrere in situazioni di disagio emotivo del post parto
  • hanno un maggior soddisfacimento dell’evento nascita

Frequentare un percorso di accompagnamento alla nascita può quindi essere un utile strumento per vivere pienamente la nascita, per adattarsi con più facilità ai cambiamenti e per incorrere meno frequentemente in inutili medicalizzazioni.


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Come scegliere con cura il “corso”

Molto spesso la scelta del “corso preparto” è condizionata da fattori logistici, quali la vicinanza al proprio domicilio o alla struttura presso la quale si è scelto di partorire.

Considerando, però, l’importanza e le ripercussioni che può avere tale percorso nella vita dei neogenitori, sarebbe auspicabile che la scelta fosse fatta tenendo in considerazione una molteplicità di fattori.

Ognuno dovrebbe poter fare una scelta ragionata e accedere al percorso che sembra rispondere in maniera più appropriata agli obiettivi prefissati.

Fissare un appuntamento col professionista responsabile del percorso può essere un ottimo punto di partenza per riuscire a comprendere quali sono le finalità e le modalità del percorso organizzato.

Il corso di accompagnamento alla nascita dovrebbe prevedere un numero limitato di partecipanti e favorire il confronto aperto tra i partecipanti.

Il ruolo del professionista non dovrebbe essere quello di “insegnante” ma di facilitatore nel veicolare le informazioni, nel facilitare il confronto e nel far sì che il corso sia un potente strumento di “empowerment”, attraverso il quale il genitore si senta parte attiva e non passiva.




Quali gli obiettivi di un corso preparto

Per rispondere alle esigenze principali dei genitori, il corso preparto dovrebbe essere un vero e proprio percorso di consapevolezza.

Il ruolo del professionista è quello di rafforzare le risorse endogene della donna, facendola sentire protagonista dell’evento nascita.

L’approccio non dovrebbe limitarsi all’esposizione di argomenti, ma dovrebbe essere globale, coinvolgendo la sfera fisica, propriocettiva, emotiva, relazionale.

  • Strategie attivanti
  • lavori di gruppo
  • parti esperienziali
  • tecniche di lavoro corporeo
  • momenti di confronto
  • tecniche di rilassamento personalizzate al gruppo e all’argomento trattato

Il corso di accompagnamento alla nascita dovrebbe essere attivo e stimolante e le informazioni dovrebbero essere basate su evidenze scientifiche e non su opinioni personali.

Possiamo, pertanto, affermare che l’obiettivo principale di un corso utile al genitore debba essere non la preparazione alla prestazione finale, ma la ricerca di strumenti personalizzati per vivere la grande esperienza della genitorialità, senza sentirsi smarriti.

Percorso di gruppo o individuale?

Il gruppo è importante strumento nell’ambito della preparazione all’evento nascita, in quanto permette il confronto e la condivisione, creando rete e facendo sentire i genitori sostenuti e mai soli.

In alcuni casi, però, potrebbe risultare più appropriato ai propri bisogni seguire un percorso individuale e personalizzato.

La coppia potrà, pertanto, valutare con l’ostetrica l’opportunità di creare un percorso di accompagnamento specifico e personalizzato, che possa rispondere ai propri bisogni specifici.

Anche in questo caso, è molto utile contattare un’ostetrica libera professionista con la quale avere un primo colloquio, durante il quale valutare i diversi fattori, che guideranno nella personalizzazione del percorso.

Anche in questo caso, compito del professionista sarà quello non di dare insegnamenti, ma di aumentare la consapevolezza, di creare contatto tra la donna, il bimbo, il padre a altri eventuali fratelli/sorelle.

Anche in questo caso, il percorso dovrebbe essere lontano dall’idea di “lezioni frontali” ma dovrebbe prevedere attività, momenti di rilassamento, lavoro corporeo, che permettano di lavorare globalmente sulla coppia.

Un’opportunità da non sprecare!

Fino ad alcuni decenni fa era impensabile che si frequentasse un percorso di accompagnamento alla nascita: l’arrivo di un bimbo veniva vissuto in maniera talmente spontanea e circondati dalle donne della famiglia, che un “corso” sarebbe risultato inutile.

In un contesto sociale come il nostro, in cui le donne sono sempre più sole, in cui la medicalizzazione cerca di togliere il potere al femminile, in cui l’istinto viene spesso messo a tacere, il corso di accompagnamento alla nascita diventa un enorme opportunità: un’occasione per riscoprire e sentire il proprio istinto, per sentirsi sostenuti e accompagnati, per vivere la nascita come un evento fisiologico e per riappropriarci pienamente della potenza generatrice.

Una grande opportunità per valorizzare la bellezza della nascita; non un corso, ma un percorso di vita: è questo che dovrebbe essere la preparazione alla nascita!

Rossella Russo
Rossella Russo

Passione, dono, accoglienza, ascolto, rispetto, sostegno, accompagnamento e amore: essere ostetrica è per me, prima di tutto, una missione. Ho conseguito la laurea in Ostetricia e ho deciso di frequentare un Master a Modena in “Autonomia dell’ostetrica nella gestione di gravidanza, parto e puerperio a basso rischio”, che mi ha permesso di confrontarmi con la nascita già in Emilia Romagna. Ho deciso di intraprendere questa professione da libera professionista per ridare alla figura dell’ostetrica il suo profondo e reale ruolo di custode della nascita. Dopo il primo periodo trascorso lontano da casa ho sentito il bisogno di portare il mio sostegno alle famiglie della mia Terra e sono tornata a Palermo. Poiché credo molto nell’importanza dell’esercizio fisico in tutti i momenti della gravidanza e nel post parto ho affinato la mia formazione conseguendo il titolo di insegnante di acquamotricista pre e post natale e di massaggiatrice certificata infantile A.I.M.I. Sono attualmente in formazione presso il Movimento Internazionale del Parto Attivo (MIPA) per conseguire il titolo di educatrice perinatale. Svolgo il mio lavoro da libera professionista a livello territoriale, avendo cura di entrare, con silenzioso rispetto, nelle case e nei cuori delle mamme che decidono di avermi al proprio fianco. Credo fortemente nella centralità della donna nell’evento nascita e le sostengo affinché possano scoprirsi nella propria istintiva bellezza. La collaborazione con Professione Genitori è un’ulteriore strumento per promuovere il benessere globale della famiglia, rispettando la naturalità di ogni processo e stimolando la piena e profonda consapevolezza dell’essere donna, attraverso la divulgazione di informazioni corrette.

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